giovedì 9 luglio 2015

Nasce “Research4Life” per diffondere e sostenere la ricerca biomedica

(Fotogramma)
 
 
Conoscere le frontiere della medicina basandosi su fatti documentati. Prima iniziativa dedicata al dibattito sulla sperimentazione animale
 
La ricerca ha bisogno di buona e appropriata informazione; unica via per diffonderne il valore e, soprattutto, la necessità praticarla, sostenerla e ampliarla. Con questo fine è nata “Research4Life”, una piattaforma web attraverso la quale dare sostanza ad un’iniziativa importante mirata a far conoscere le frontiere della ricerca biomedica, vale a dire la ricerca sulla vita per migliorare la vita. L’iniziativa è importante per vari motivi.
 
Uno stimolo al dialogo
Il primo perché nasce con il sostegno di università, enti di prestigio e società private che hanno a cuore la scienza (Assobiotec, Farmindustria, Fondazione Giovanni Armenise Harvard, Fondazione per la ricerca biomedica avanzata, Fondazione Telethon, Istituto Firc di oncologia molecolare-Ifom, Istituto italiano di tecnologia–Iit, Istituto nazionale di genetica molecolare-Ingm, Irccs-Ospedale San Raffaele, Irccs-Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, Università degli studi di Milano).
Il secondo motivo è che si tratta della prima iniziativa nazionale di Science Advocacy, cioè rivolta a rappresentare e difendere punti di vista e diritti dei cittadini di fronte a coloro che dovrebbero riconoscerli. Nei paesi anglosassoni iniziative simili sono già consolidate ed efficaci da tempo. Basti pensare alla Federation of American Scientist e al Bulletin of th Atomic Scientist.
Il terzo motivo è quello di affrontare i temi della ricerca in una chiave autorevole, documentata e aperta in modo da dimostrare con i fatti la realtà di cui si parla. La scienza nei suoi balzi in avanti incontra talvolta resistenze che sono soprattutto dettate dalla non conoscenza. Una reazione ovvia e naturale, data anche la velocità con la quale i risultati si ottengono, ma che deve servire da stimolo per fornire informazioni adeguate nel modo giusto. Il tutto in una disponibilità di dialogo che tenga conto anche delle ragioni su cui si basano le opinioni contrarie.
Primo nodo la sperimentazione animale
Così agirà infatti Research4Life attraverso il suo sito Internet iniziando proprio con uno dei temi più discussi del momento, cioè la sperimentazione animale, che ha un notevole bisogno di informazione. Il primo passo compiuto è infatti la presentazione alla Commissione europea di una lettera aperta perché il nostro Paese ritorni ad adottare la direttiva sulla protezione degli animali a fini scientifici nella sua versione originale approvata a Bruxelles, togliendo le restrizioni introdotte nella legge italiana ponendo il paese a rischio di infrazioni rispetto all’Europa. E non solo; perché la moratoria approvata di tre anni pregiudica la possibilità di accesso ai bandi europei penalizzando i ricercatori italiani.
«Mi auguro che questo appello possa concretamente servire a far si che la Commissione Europea aiuti la nostra politica ad aprire gli occhi su uno strumento irrinunciabile alla ricerca», ha sottolineato la scienziata senatrice a vita Elena Cattaneo durante la presentazione della piattaforma avvenuta in Senato.
 
Un’informazione appropriate
Ovviamente Research4Life andrà oltre questo primo tema d’attualità affrontandone altri altrettanto urgenti nell’ambito delle scienze della vita. «Sappiamo quanto poca cultura scientifica sia diffusa nel nostro Paese – commenta Giulio Cossu,professore di medicina rigenerativa all’Università di Manchester e che ha partecipato alla presentazione in Senato – rispetto a quella umanistica e artistica. Lo scienziato è al massimo considerato un tecnico specializzato. Nei social media, poi, c’è una grande confusione e il ricercatore con un grande lavoro alle spalle ottiene la stessa considerazione dell’ultimo ciarlatano che interviene. Quindi bisogna filtrare e mediare in modo appropriato i messaggi in modo da diffondere una conoscenza precisa. Per la sperimentazione animale sono certo che lo scontro non serva. Ma sull’argomento siamo spesso davanti a posizioni preconcette di tipo ideologico o d’altro genere che impediscono il dialogo. Purtroppo nei confronti vince chi riesce a far sentire più forte la sua voce non tanto il valore delle parole. Ancora una volta l’unica via per cambiare è un’informazione appropriata effettuata da giornalisti preparati».
«Il problema, tutto italiano, è che noi scienziati non siamo abituati a parlare alla società civile – sottolinea Marco Foiani, direttore scientifico dell’Ifom -. Le questioni che pone la scienza all’estero sono già state metabolizzate da tempo, mentre noi viviamo questi argomenti con provincialismo. Un’iniziativa come Research4Life vuole anticipare le problematiche di interpretazione e comprensione delle questioni scientifiche sensibili dal punto di vista etico e sociale, in modo che vengano affrontate in modo maturo e consapevole dai media, dai politici e dai cittadini».
 
FONTE: Giovanni Caprara (corriere.it)

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