domenica 27 settembre 2015

Esplora il significato del termine: Saturno: c’è un oceano d’acqua sotto la crosta ghiacciata di un satelliteSaturno: c’è un oceano d’acqua sotto la crosta ghiacciata di un satellite

Particolare delle fessure al polo Sud di Encelado (Nasa)

Scoperto su Encelado grazie alle rilevazioni della sonda Cassini che il 28 ottobre effettuerà un sorvolo a soli 50 km di altezza

C’è un immenso mare, anzi un oceano smisurato, a oltre 1,3 miliardi di chilometri dalla Terra. Si trova sotto la superficie ghiacciata di Encelado, sesto satellite in ordine di grandezza (500 chilometri di diametro) di Saturno. È stato scoperto grazie a osservazioni effettuate dalla sonda spaziale Cassini che da luglio del 2004 sta esplorando il sistema del «Signore degli anelli» e le sue lune. Infatti, tramite l’analisi di centinaia di immagini riprese dalla sonda, gli scienziati hanno individuato piccole oscillazioni nell’orbita di Encelado attorno a Saturno, che possono essere spiegate solamente se la composizione del satellite è tale che la crosta ghiacciata che lo avvolge fluttua liberamente sul nucleo interno. In altre parole, significa che sotto la superficie di ghiaccio di Encelado c’è un oceano vasto quanto tutto il corpo celeste.

Getti d’acqua

«Per arrivare alla scoperta abbiamo misurato gli effetti della gravità della luna sull’orbita della sonda Cassini della Nasa, per due volte transitata nelle sue vicinanze», spiega Iess. L’Italia partecipa alla missione attraverso l’Agenzia spaziale italiana (Asi). Encelado è un satellite naturale di Saturno completamente ricoperto di ghiaccio con un diametro di 500 chilometri (sette volte più piccolo della nostra Luna) e che da tempo suscita interesse perché i robot spaziali hanno fotografato imponenti getti d’acqua che si sollevano nel cielo. Ma quale fosse l’origine nessuno lo aveva finora capito.

Riserva d’acqua

Nei sui incontri ravvicinati le telecamere di Cassini fotografavano nel polo Sud una depressione di circa un chilometro che denotava un sottosuolo diverso. Così effettuando precise misure gravitazionali sono arrivati a stabilire che intorno al nucleo roccioso c’è una riserva d’acqua, un mare, dello spessore di circa dieci chilometri a sua volta ricoperto fino in superficie da uno strato di 40 chilometri di ghiaccio. «La grande massa d’acqua si estende sino a una latitudine di 50 gradi», nota lo studioso, «e se esiste qualcosa del genere anche nell’emisfero nord lo spessore dovrebbe essere inferiore. Ma per il momento non lo possiamo sapere».

Condizioni «vitali»?

Il mare sotterraneo contiene 12 mila chilometri cubi d’acqua, vale a dire una massa 245 volte quella del lago di Garda. Ma l’aspetto intrigante che ora mobilita i cacciatori della vita extraterrestre è un altro. «La riserva di liquido è a contatto del nucleo solido roccioso», precisa Iess, «e quindi vuol dire che si creano le condizioni perché possano avvenire reazioni chimiche complesse che potrebbero portare verso la biologia».

Come Europa

Quindi escludendo il misterioso Marte, Encelado ed Europa (un satellite di Giove) diventano i due luoghi più interessanti nel nostro sistema per le indagini sulla vita. Su Europa le ricerche sono di natura differente valutando il campo magnetico e, sembra ma ancora non c’è certezza, che l’analogo mare sotterraneo esistente sia a contatto con la roccia. Su Encelado invece si è sicuri e per questo le prospettive diventano ancora più stimolanti. Su entrambe le lune si ipotizzano condizioni di vita pre-biotica alimentata da un’energia interna e che costituisce il primo, prezioso passo per procedere verso l’ambita meta che oggi sorregge la maggior parte delle ricerche interplanetarie.

FONTE: Giovanni Caprara (corriere.it)

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