giovedì 24 settembre 2015

Tumori, scende la mortalità: Italia spesso meglio del resto d’Europa

(Getty Images)

A Roma presentato il volume che fotografa la situazione nel nostro Paese: 363mila nuovi casi attesi nel 2015, cala il numero di nuove diagnosi fra i maschi

Per una volta, a conti fatti, le notizie positive superano quelle negative. In Italia si muore sempre meno di cancro e, se si fa un confronto con l’Europa, appare chiaro che la sopravvivenza per i vari tipi di tumore nel nostro Paese è come minimo uguale, ma spesso superiore, a quella dei più avanzati Paesi dell’Ue. E’ questo quello che emerge dal quinto censimento ufficiale (I numeri del cancro in Italia 2015) che fotografa l’universo-cancro in tempo reale nel nostro Paese, grazie al lavoro dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e dell’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM). «Nonostante la mortalità sia in riduzione e la sopravvivenza in aumento - dice Carmine Pinto, presidente Aiom -, le malattie oncologiche si confermano un fenomeno estremamente rilevante, con una domanda di assistenza per il nostro Sistema Sanitario che arriva dai 363mila concittadini che avranno nel 2015 una diagnosi tumorale, ma anche dai circa 3milioni di italiani che hanno avuto questa esperienza nella loro vita e che per questo si sottopongono a visite periodiche di controllo ed esprimono nuovi e differenti bisogni socio-sanitari».

Scende il numero di nuove diagnosi fra gli uomini

Le stime del volume presentate oggi a Roma, in un convegno nazionale con l’intervento del Ministero della Salute Beatrice Lorenzin, indicano che nel 2015, in Italia, verranno diagnosticati 194.400 nuovi casi di tumore negli uomini (54 per cento del totale) e 168.900 (46 per cento) nelle donne. «L’invecchiamento della popolazione italiana contribuisce a rendere più consistente il carico di malattia tumorale - continua Emanuele Crocetti, segretario nazionale Airtum -. Anche se per la prima volta in Italia diminuisce il numero di uomini colpiti dal tumore per l’effetto combinato della riduzione delle diagnosi delle neoplasie del polmone e della prostata, e le donne presentano un andamento stabile dell’incidenza (ma sale da anni la quota di neoplasia polmonari legate al numero crescente di donne fumatrici), l’invecchiamento costante della popolazione agisce da amplificatore del carico di assistenza oncologica. Invecchiare significa morire più tardi, ed è quindi un segno positivo di efficacia del nostro sistema socio-sanitario, ma una popolazione più anziana manifesta maggiormente le patologie, anche tumorali, legate all’età avanzata».

FONTE: corriere.it

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