sabato 3 ottobre 2015

Aids, scoperta difesa naturale Studio italiano pubblicato su Nature

Individuata da un team di ricercatori dell’Università di trento una proteina cellulare che può bloccare la diffusione del virus

Si chiama Serinc5 la nuova speranza contro l’Hiv. Questa proteina presente sulla superficie delle cellule giocherebbe un ruolo chiave nella capacità del virus di causare l’Aids. La possibilità dell’Hiv di propagarsi nelle cellule umane dipenderebbe, infatti, dalla sua abilità ad eludere questa difesa naturale, finora sconosciuta. La scoperta, frutto del lavoro di un gruppo di ricercatori coordinati dal Centro per la biologia integrata (Cibio) dell’Università di Trento, è stata appena pubblicata su Nature e apre la porta a nuove strategie terapeutiche contro l’infezione.

Inibitore naturale

Serinc5 è stata scoperta studiando i geni espressi dalle cellule che producono l’Hiv. Così facendo gli studiosi italiani hanno visto che questa proteina di membrana è capace di neutralizzare l’Hiv. «Nel momento in cui il virus inizia a replicarsi per disseminare l’infezione a tutto l’organismo, interviene Serinc5: attende che i nuovi virus escano dalla cellula per “attaccarli” e renderli incapaci di propagare l’infezione» spiega Massimo Pizzato, a capo del gruppo del Cibio. Peccato però che anche l’Hiv si sia organizzato per aggirare questo ostacolo. La sua arma si chiama Nef e da tempo si sa che è attraverso questa proteina che il virus Hiv riesce a diffondersi e a causare l’Aids. «Ora abbiamo scoperto come ciò avviene: Nef interferisce con l’azione di Serinc5, rimuovendola dalla superficie cellulare, eludendone così l’azione antivirale. Alla luce di questa nuova osservazione non stupisce quando visto in passato, ovvero che i virus incapaci di produrre Nef portano allo sviluppo dell’Aids molto più tardi o non lo fanno affatto» puntualizza il ricercatore.

Implicazioni

«Non sono ancora chiari i meccanismi con cui Nef e Serinc5 interagiscono tra loro, ma studiandoli si potrebbe aprire la porta a nuove strategie per combattere l’infezione, per esempio ricorrendo a farmaci capaci di evitare questa interazione e lasciare così a Serinc5 la possibilità di svolgere il suo ruolo difensivo fino in fondo» ipotizza Pizzato. «La nostra scoperta espone un punto debole dell’Hiv, che questo condivide anche con altri retrovirus non patogeni che hanno sviluppato proteine analoghe a Nef per contrastare Serinc5 presente sulle cellule umane». Ad avvalorare la potenza di questo inibitore naturale come arma “endogena” nella lotta all’Hiv concorrono anche i risultati di uno studio della University of Massachussetts, pubblicato sullo stesso numero di Nature: studiando le proteine presenti nel virus in fase infettiva i ricercatori hanno individuato anch’essi Serinc5, rafforzando dunque la portata e la significatività della scoperta.

FONTE: Antonella Sparvoli (lastampa.it)

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