domenica 4 ottobre 2015

Dai fondi di caffè un nuovo metodo per assorbire il metano

Ricercatori sudcoreani hanno trovato un metodo di utilizzo dei fondi di caffè

Con un particolare trattamento si ricava un materiale stabile e poco costoso in grado di immagazzinare i composti contenenti carbonio

C’è chi li usa per tingersi i capelli, chi come deodorante per la casa e per l’auto, chi li impiega in giardino per allontanare gli insetti o in cucina per lucidare le pentole. I fondi di caffè (in Italia ne produciamo più di cinque chili all’anno pro capite) si possono riciclare nei modi più disparati. All’Ulsan National Institute of Science and Technology (Unist) della Corea del Sud hanno trovato un altro fruttuoso metodo per utilizzarli che dà anche una mano all’ambiente. Gli scienziati coreani hanno infatti sviluppato un processo per trasformare i fondi di caffè in un materiale in grado di assorbire e immagazzinare il metano.

I vantaggi

Il vantaggio di impiegare i residui della preparazione del caffè, che normalmente finiscono nella pattumiera e quindi in discarica, come porosi serbatoi di metano è duplice: da una parte si elimina dall’atmosfera un pericoloso gas serra e contemporaneamente si produce un carburante molto meno inquinante degli altri combustibili fossili come benzina e gasolio. Il metodo sviluppato dai ricercatori dell’Unist, e descritto in un articolo riportato sulla rivista Nanotechnology, è relativamente semplice: si immergono i fondi di caffè in una soluzione di idrossido di sodio e si mette il tutto a cuocere in una fornace a 900 gradi. Si ricava un particolare materiale, stabile, con un’alta predisposizione a catturare tutto ciò che contiene carbonio, compreso il metano (che è composto da quattro atomi di idrogeno e uno di carbonio). Tutto il processo di produzione dura meno di un giorno, molto meno di quanto si impiega attualmente per fabbricare materiali che hanno le stesse proprietà e funzionalità.

Meno caro

«Siamo riusciti a ridurre drasticamente il tempo di produzione usando un additivo, l’idrossido di sodio, molto economico», dice Christian Kemp, uno degli autori della ricerca. «I fondi di caffè sono rifiuti praticamente a costo zero e questo si traduce in un notevole risparmio rispetto agli altri metodi per ottenere accumulatori di metano, realizzati con metalli e prodotti chimici organici dai costi elevati».

L’idea bevendo un caffè

L’idea di usare i fondi di caffè è venuta a Kemp e colleghi, manco a dirlo, proprio mentre durante una pausa stavano sorseggiando una tazza della bevanda. Mettendo in pratica le loro congetture hanno quindi scoperto che la polvere di caffè usata ha un altissimo potere assorbente: «Quando si aggiunge l’idrossido di sodio i fondi di caffè sembrano poter assorbire ogni cosa», afferma lo scienziato. E infatti il materiale realizzato dai ricercatori coreani può anche immagazzinare idrogeno liquido, impiegato negli impianti criogenici a 250 gradi sotto zero e come combustibile. Ora il team sta lavorando per riuscire a far funzionare questo processo per l’idrogeno anche a temperature meno estreme.

FONTE: Angelo Piemontese (corriere.it)

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