domenica 18 ottobre 2015

Dalle banane un filtro per pulire l’acqua dai metalli pesanti

Alvaro Maggio con la sua invenzione

Un grammo di buccia, ottenuta a costo zero e senza impatto ambientale, grazie alla pectina contenuta purifica fino a 25 litri di acqua

È iniziato tutto al liceo, quando un ragazzo di quarta decide di partecipare a un concorso scientifico. Poco tempo dopo, viene brevettato Metals-catchers, un nuovo filtro a base di frutta per ripulire le acque inquinate dai metalli pesanti grazie alla pectina. E per un giovane italiano si spalanca un futuro da ricercatore. Alvaro Maggio, 20 anni compiuti a giugno e al secondo anno di ingegneria industriale all’Università del Salento di Lecce, ha messo a frutto i suoi anni di scuola superiore sviluppando quello che potrebbe diventare una delle invenzioni più importanti dei prossimi decenni: i suoi filtri a base di scorze di banane, sono le più efficaci ma sono stati raggiunti buoni risultati anche con bucce di tuberi e verdura, sono a bassissimo impatto ambientale e potrebbero rendere utilizzabili bacini d’acqua molto inquinati.

Abbattimento metalli pesanti

«Un grammo di buccia ottenuta a costo zero e senza impatto ambientale purifica fino a 25 litri di acqua, ma potrebbe essere anche di più», spiega il giovane. «Nei test con un inquinamento di 1.300 microgrammi per litro, una quantità letale per le persone, l’abbattimento dei metalli è stato del 98% rientrando nei limiti di legge. Inoltre la stessa buccia di banana, che può essere utilizzata per nove volte, già al secondo utilizzo abbatte di un ulteriore 98% il rimanente 2% di inquinanti rimasto».

A basso impatto ambientale

Acqua potabile a costi bassissimi, sia per l’ambiente che per l’economia: «Esistono tantissimi modi per purificare l’acqua», specifica Maggio, «ma questo si è dimostrato venti volte più efficace di quelli tradizionali oltre che a basso impatto ambientale: l’energia usata per essiccare la frutta è quella naturale del sole e inoltre si recupera uno scarto industriale». E anche per quanto riguarda lo smaltimento dei filtri c’è una soluzione green: «Abbiamo già pensato a tutto: il processo chimico che permette di sequestrare gli ioni metallici dalla soluzione acquosa si chiama bioadsorbimento, tramite la pectina e la cellulosa permette di trattenere i metalli pesanti, mentre quello inverso si chiama desorbimento e permette di rilasciare gli ioni metallici: questo per far sì che la buccia sia di nuovo utilizzabile e i metalli pesanti smaltiti in altro modo, pensiamo a stabilimenti a energia solare in cui sia possibile riciclare le cartucce dei filtri e senza i procedimenti usati oggi per questo processo».

Il vero nodo è la raccolta degli scarti di banana

Il vero nodo è il cambiamento che un’invenzione come quella del giovane salentino può portare: «L’unico impatto ambientale sarà quello che avremo con le persone», dice Maggio. «Per quanto riguarda le bucce di banana, la raccolta domestica potrà funzionare solo se tutti saranno sensibilizzati davvero». Il plurale non è un caso: se questa brillante mente ha potuto registrare un brevetto nell’aprile 2015 è anche grazie alla professoressa Rossana Congedo, docente di chimica e biologia del liceo scientifico Quinto Ennio di Gallipoli dove Alvaro si è diplomato nel 2014. La professoressa ha accompagnato Alvaro nello sviluppo delle sue ricerche registrando con lui il brevetto. «Senza la sua guida non avrei potuto divincolarmi tra alcuni problemi troppo complicati per una persona di 18-19 anni».

Olimpiadi della scienza

«Il lavoro è iniziato quasi per caso tra i banchi della scuola, partecipando a metà del quarto anno di liceo alle Olimpiadi della scienza», racconta il giovane, «poi alla selezione nazionale dell’Invfactor a settembre 2014, una competizione indetta dal Cnr per scegliere nove invenzioni che saranno poi analizzate da una giuria di scienziati, successivamente mi hanno invitato a partecipare alla Notte dei ricercatori: è successo il boom perché si sono interessati in particolare i ricercatori dell’ospedale Bambin Gesù. Era il periodo in cui si scoprì che la falda acquifera da cui si riforniva l’acquedotto era inquinata e guarda caso io ero proprio lì in quei giorni. Da lì ho partecipato a concorsi ancora più rilevanti come quello dellaFederazione delle associazioni scientifiche e tecniche (Fast) di Milano, una selezione italiana in cui venivano scelti tre progetti su 34 per rappresentare l’Italiaallo European Union Contest for Young Scientists. In questa gara, a cui partecipavano 169 studenti per 104 progetti provenienti da tutto il mondo, ho vinto uno presso un centro di ricerca europeo a Ispra, in provincia di Varese».

Proposte

Prima di trasferirsi al nord per le sue ricerche, Maggio farà tappa a Roma: il 16 ottobre sarà in Senato per la giornata delle eccellenze a rappresentare i giovani italiani. E nel frattempo potrà pensare alle molte offerte ricevute per il suo brevetto. Proposte giudicate irricevibili dal ragazzo: «Sono state numerosissime, ma dopo tre anni di lavoro mi sono sembrate troppo egoiste e sto ancora cercando qualcuno che creda in me, intanto sto valutando anche delle esperienze all’estero».

FONTE: Michelangelo Bonessa (corriere.it)

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