sabato 24 ottobre 2015

Esplora il significato del termine: Tumori, italiani fatalisti e ancora troppo ignoranti in materiaTumori, italiani fatalisti e ancora troppo ignoranti in materia

(Fotogramma)

Quattro connazionali su dieci ancora credono (sbagliando) che il cancro non si possa prevenire e non esistano terapie efficaci

Una corretta informazione può salvarti la vita. Conoscere la malattia di cui si soffre, quali sono le migliori strategie di cura disponibili e i centri con maggiore esperienza è un passo fondamentale, soprattutto se si deve affrontare una patologia complessa e pericolosa come il cancro. Ad essere fondamentale, poi, è anche il rapporto fra il medico, il malato e la sua famiglia: non è solo una questione etica o morale, ma anche una faccenda concreta, visto che diversi studi scientifici hanno dimostrato che un malato consapevole aderisce meglio alle cure, con maggiore soddisfazione (e minori costi, sprechi e fatiche) per tutti. E se la maggior parte delle persone vuole sapere tutto ciò che il Dna ha da dire per capire «di che morte morire», moltissimi italiani si dimostrano ancora poco consapevoli in materia di tumori stando a quanto emerge da un sondaggio appena svolto dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) e presentato a Roma durante il congresso nazionale della società scientifica.

Quattro italiani su dieci fatalisti

Oltre la metà dei quasi 3mila intervistati, infatti, crede ancora erroneamente che si tratti di malattie incurabili e che non esistano terapie efficaci. Sempre in materia di cure, il 35 per cento degli interpellati non sa che dire e solo un quarto dei connazionali si dichiara consapevole della disponibilità di trattamenti validi. Ma c’è di peggio: nonostante i numerosi richiami degli specialisti di tutto il mondo il 44 per cento degli italiani è ancora fatalista e pensa che i tumori non si possano prevenire (mentre più di 3 casi di cancro su 10 si potrebbero evitare seguendo 12 semplici regole di vita, vedi sopra, ndr), il 27 per cento non ha un parere in merito e solo il 30 per cento di dice informato sulle possibili strategie per tenere alla larga il cancro. Nel 2015 sono previste nel nostro Paese 363mila nuove diagnosi di tumore. «Il 60 per cento dei pazienti guarisce – spiega Carmine Pinto, presidente nazionale Aiom -. Un risultato raggiunto anche grazie a terapie sempre più efficaci e innovative come l’immunoncologia. È importante migliorare il livello di consapevolezza sulle nuove frontiere della lotta al cancro, anche al di fuori dei mezzi di comunicazione tradizionali. Per questo l’Aiom sbarca sui social network, con una pagina Facebook e un profilo Twitter».

Internet, Facebook e Twitter

Oggi, stando ai dati Censis, più di 4 italiani su 10 ricorrono alla rete per leggere notizie sulla salute, la metà dell’intera popolazione è iscritta a Facebook (si sale al 77,4 per cento degli under 30) e il 10 per cento usa Twitter. Queste percentuali aumentano in maniera esponenziale fra i pazienti oncologici e i loro familiari: più dell’80 per cento infatti si informa sul web anche sulle terapie innovative o lo usa per condividere la propria esperienza. «È forte la sete di conoscenza – continua Pinto -. Come emerge dalla nostra indagine, il 74 per cento dei cittadini vorrebbe ricevere più informazioni su come prevenire la malattia e sulle nuove terapie. L’uso dei social network ci permetterà anche di contrastare i falsi miti che circolano online sui tumori, andando proprio sui canali dove spesso nascono e crescono informazioni sbagliate». Per rispondere a questa esigenza la società scientifica ha anche recentemente pubblicato un libro (Si può vincere, edizioni Guerini, con numeri aggiornati sul fenomeno cancro, schede esplicative sulle varie terapie disponibili, spiegazioni sui vari tipi di neoplasie e storie di pazienti che hanno sconfitto il cancro), che vuole essere un ulteriore strumento utile per fornire nozioni concretamente utili, lasciandosi definitivamente alle spalle i vecchi stereotipi legati al «male incurabile».

FONTE: Vera Martinella (corriere.it)

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