martedì 27 ottobre 2015

Scoperte due molecole per far ricrescere i capelli


Testando farmaci per la cura di malattie del sangue e artrite reumatoide, gli scienziati della Columbia University hanno stabilito come bloccare l’enzima che provoca la calvizie

Calvizie addio? Secondo uno studio del Columbia University Medical Center, pubblicato dalla prestigiosa rivista Science Advances, in futuro sarà possibile evitare la perdita dei capelli grazie a due molecole in grado di stimolarne la ricrescita. Una scoperta avvenuta quasi per caso in quanto i due composti utilizzati erano in fase di sperimentazione per il trattamento di alcune malattie del sangue e dell’artrite reumatoide. 

UNA SCOPERTA FORTUITA  
Come spiega la dottoressa Angela Cristiano, una delle autrici dello studio, «ci sono veramente pochissimi composti in grado di stimolare l’attività dei follicoli così rapidamente: alcuni prodotti ad uso topico fanno ricrescere ciuffi di capelli dopo alcune settimane, ma nessuno si è mostrato tanto potente e veloce come quelli che abbiamo sperimentato». Le molecole in questione sono ruxolitinib e tofacitinib. Gli scienziati statunitensi, studiando questi farmaci per altre indicazioni terapeutiche, si sono accorti che nei topi trattati con i due farmaci si verificava come effetto collaterale un aumento della produzione di bulbi piliferi. 
I farmaci promuovono la crescita dei capelli. 

Partendo da questa osservazione gli autori dello studio hanno testato ruxolitinib e tofacitinib su follicoli umani cresciuti in coltura e su altri trapiantati nella pelle dei topi. Dalle analisi è emerso, dopo un applicazione quotidiana durata 5 giorni, una rapida ricrescita dei capelli. Alla base del successo sembrerebbe esserci la capacità dei due principi attivi di inibire la famiglia di enzimi JAK. Gli scienziati hanno infatti scoperto che gli inibitori di JAK hanno una potente azione nel ripristinare l’attività dei follicoli umani. 

AL VIA I TEST NELL’UOMO  
La scoperta aprirà ora alla sperimentazione di questa classe di farmaci nel trattamento della psoriasi a placche e alopecia areata, patologia autoimmune che causa veloce caduta di capelli a chiazze sul cuoio capelluto. Non solo, l’idea è quella di estendere i test anche nei casi di alopecia androgenetica, la forma più comune di calvizie. Attenzione però a non cantare vittoria: «finora i risultati sono promettenti anche se per ora non sappiamo ancora quale sia l’effettiva azione sulla calvizie dell’uomo» conclude la Cristiano. 

FONTE: Daniele Banfi (lastampa.it)

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