sabato 14 novembre 2015

Cancro al seno, mortalità scesa del 30% in vent’anni

Dato positivo rispetto all’aggressività del male ma sono invece aumentati del 27% i casi nelle donne sotto i 50. L’esperto: «Potenziare la ricerca sui marcatori biologici»

La mortalità per tumore del seno è diminuita di quasi il 30% negli ultimi 23 anni.Grazie a diagnosi precoce e farmaci sempre più efficaci oggi in Italia vivono 692.955 donne che hanno avuto la neoplasia, con un aumento del 19% rispetto al 2010. Circa due terzi si sono lasciate la malattia alle spalle, avendo ricevuto la diagnosi da oltre un quinquennio. I nuovi trattamenti contro la neoplasia più frequente fra le donne sono stati al centro del dibattito alla quarta edizione dell’International Meeting on New Drugs in Breast Cancer al Regina Elena di Roma con la partecipazione di più di 200 esperti da tutto il mondo.  

BISOGNA PUNTARE SULLA MEDICINA DI PRECISIONE  
«Si è registrato negli ultimi vent’anni un aumento costante e progressivo dell’incidenza, ma la mortalità, dopo il picco negli anni Ottanta, è diminuita» ha spiegato il professor Francesco Cognetti, direttore dell’Oncologia Medica del Regina Elena e presidente del Convegno. «È migliorata anche la durata della sopravvivenza nelle pazienti con patologia in stadio avanzato. Le terapie target hanno determinato benefici evidenti, in termini di riduzione della mortalità ma soprattutto di miglior qualità di vita. Le molecole a bersaglio, inoltre, possono essere impiegate in pazienti selezionate, con un utilizzo estremamente mirato e appropriato delle risorse. Va quindi affinata la ricerca sui marcatori biologici così da trattare solo chi sappiamo ha maggiori possibilità di rispondere».  

Il futuro sarà sempre più rivolto alla personalizzazione delle terapie per colpire la singola neoplasia del singolo paziente. «È ormai improprio parlare di tumore del seno: si deve utilizzare il plurale, perché le differenze biologiche sono tali da configurare vere e proprie patologie diverse. Il carcinoma della mammella è fra quelli che più hanno beneficiato della target therapy. Si stanno aprendo prospettive importanti anche grazie all’immuno-oncologia che ha già dimostrato di essere efficace nel melanoma, nel tumore del polmone e recentemente anche nel tumore renale, stimolando il sistema immunitario contro le cellule malate».  

+27% DI CASI NELLE DONNE UNDER 50 DAL 2000  
Aumentano i casi di tumore del seno nelle under 50. In 15 anni nel nostro Paese si è registrato un incremento del 27%: erano 7.921 nel 2000, quest’anno le nuove diagnosi in questa fascia d’età saranno 10.105. Per questo diventa essenziale rivedere i criteri di accesso alla mammografia ed estendere il test a tutte le italiane a partire dai 45 anni.  

«Lo screening nelle donne dai 50 ai 69 anni ha contribuito in maniera determinante a ridurre di quasi il 40% la mortalità per cancro del seno nell’ultimo ventennio», ha spiegato il professor Francesco Cognetti. «L’età del primo esame va abbassata per tutte le donne a 45 anni e i controlli devono proseguire fino ai 74. Oggi solo due Regioni, Emilia-Romagna e Piemonte, hanno ampliato in maniera strutturata la fascia d’età da coinvolgere nei programmi di screening, come suggerito dal “Piano nazionale prevenzione”. Se si interviene ai primissimi stadi, infatti, la sopravvivenza raggiunge il 98%.  

Nel 2015 sono stimati in Italia circa 48 mila nuovi casi di tumore del seno, che resta la più frequente causa di morte per cancro nelle donne anche tra i 40 e i 50 anni. Tuttavia, in quindici anni le percentuali di guarigione sono cresciute di circa il 10%, passando dal 78 all’ 87 per cento. Si tratta di un risultato eccezionale, da ricondurre alle campagne di prevenzione e a trattamenti innovativi sempre più efficaci. Per il professor Cognetti, «vanno quindi sensibilizzate le donne ad aderire alla mammografia ed è necessario che le Istituzioni siano pronte a recepire le indicazioni che provengono dalla comunità medico-scientifica». 

FONTE: Nicla Pncera (lastampa.it)

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