martedì 24 novembre 2015

Contro la malaria arriva la zanzara transgenica

Studio californiano: ottenuto un ceppo di insetti non più in grado di essere vettore per la malattia. Questi trasmetteranno le loro nuove caratteristiche alla progenie

Ogni anno si verificano dai 300 ai 500 milioni di contagi, per circa 1 milione di decessi, e sono a rischio oltre 3 miliardi di persone. La creazione di questa speciale zanzara è stata annunciata dalle pagine della rivista PNAS, dove i ricercatori dell’Università della California hanno spiegato di aver usato il sistema di «taglia e incolla» del DNA chiamato CRISPS-CAS9 per ottenere un ceppo di insetti non più in grado di essere il vettore della malattia, ma in grado di trasmettere alla progenie questa loro caratteristica. La resistenza dunque si trasmettere rapidamente nella popolazione di insetti, rendendoli innocui per l’uomo. 

I ricercatori hanno lavorato con le zanzare Anopheles stephensi, principale veicolo di trasmissione di malaria in Asia, e hanno ottenuto che il gene in grado di prevenire la trasmissione della malaria venisse ereditato dal 99,5% della prole. «La promessa reale è che questa tecnica può essere adattata per eliminare la malaria» ha spiegato uno degli autori, il biologo molecolare Anthony James dell’University of California Irvine.  

Per quasi vent’anni il suo laboratorio si è concentrato sull’ingegnerizzazione di zanzare anti-malattia. Ma una così robusta trasmissione del gene alla progenie è stata resa possibile dai lavori sui moscerini della frutta condotti all’University of California San Diego dagli altri autori dello studio, Ethan Bier e Valentino Gantz.  

Secondo i dati del ministero della Salute, in Italia nel 2009 (ultimo anno con dati disponibili) abbiamo avuto 636 casi di malaria e nel 2013 circa 147 casi di dengue. Nell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani, nel triennio 2012-2014 sono stati ricoverati 103 casi di malaria (49 nel 2014) e metà di essi presentava segni e sintomi di malaria grave, e 41 casi per dengue (10 nel 2014). Secondo l’OMS, la regione più colpita al mondo è quella Sub-Sahariana dove, nel 2015, sono stati registrati l’89% dei casi totali e il 91% dei decessi. 

Il ricorso ad animali transgenici ha sollevato qualche perplessità in relazione ai possibili effetti non controllabili o prevedibili sugli altri animali e sull’ambiente, insomma sull’intero ecosistema. Tuttavia, sono in molti a credere che il ricorso all’ingegneria genetica, soluzione precisa ed ecologica, sarà sempre più diffuso per risolvere problemi di salute umana, come debellare alcune malattie, ma anche di biologia conservativa o in agricoltura, dove la lotta ai parassiti fa passi da gigante. Il professor James prevede che ci vorrà meno di un anno per preparare le zanzare adatte alle prove sul campo. 

FONTE: Nicla Pancera (lastampa.it)

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