giovedì 26 novembre 2015

Energia dalle onde: dal progetto alla realtà a Marina di Pisa

Un convertitore installato al largo nel Tirreno capace di garantire il fabbisogno energetico a quaranta famiglie

L’idea al professore di matematica è arrivata in mezzo all’oceano Atlantico durante una leggendaria traversata in barca a vela dalle Canarie a Portorico sulla rotta di Colombo. «Ho visto un container perso da una nave galleggiare tra le onde di sei metri», ricorda. «Quanta energia sprecata, ho pensato, e allora mi sono chiesto se fosse stato possibile costruire una macchina che riuscisse a catturare e a riprodurre tutto quel ben di Dio». Quattordici anni dopo, quell’idea ha generato una macchina delle onde unica al mondo installata pochi giorni fa al largo di Marina di Pisa e capace per ora di garantire un fabbisogno energetico a quaranta famiglie. Ma non solo: il professore Michele Grassi, un quarantenne nato a Milano innamorato della Versilia e pisano d’adozione, ha anche tramutato in realtà il più classico dei sogni americani. Da una soffitta (la sua) è riuscito a creare una delle start up più innovative d’Italia che si è appena trasformata in azienda e, grazie a finanziatori illuminati e oggi al crowdfunding, è riuscita a essere protagonista di un piccolo miracolo economico.

Da una soffitta

La soffitta, dove lavorava per hobby Grassi, laurea alla Normale, dottorato negli Usa, studi a Oxford, ricercatore all’Università di Pisa, è diventata un minuscolo ufficio, poi un mini appartamento e infine un capannone nella zona industriale di Pisa con 25 dipendenti. Operai, tecnici, subacquei, ingegneri, geologi, fisici. Età media 35 anni e un modo di lavorare anch’esso innovativo. «Ci diamo tutti del tu, siamo amici veri e c’è un senso d’appartenenza e di amore per il nostro lavoro», racconta Massimo Sacchi, ingegnere trentenne, e primo a credere nel progetto di Grassi e entrare nella start up. «Facciamo squadra e questo è decisivo quando progettiamo e costruiamo un sogno». Già, perché quello della 40South Energy, è davvero l’utopia che diventa realtà. E anche un po’ di follia (sì proprio quella che raccomandava Steve Jobs ai giovani) che si trasforma in genio. 

Una storia esaltante

Il matematico Grassi ha investito tutti i suoi risparmi nella macchina, è riuscito a catalizzare investitori che non hanno guardato al profitto immediato e la sua squadra (ci sono anche ventenni) ha rinunciato a impieghi più sicuri per vivere una storia esaltante, avventurosa e piena d’insidie. Che non è rappresentata solo da quel geniale marchingegno capace, come una sorta di ottovolante a sei metri di profondità davanti alle coste di Marina di Pisa, di incanalare la forza delle onde per trasformarla in elettricità, ma anche da un progetto (Blu Marina) per la creazione di una rete elettrica dove l’energia apparentemente non c’è. «Ed è qui che abbiamo pensato al crowdfunding che sta avendo un buon successo», spiega Grassi, «e più avanti daremo la possibilità a chiunque di acquistare una quota del progetto». 

Senza finanziatori pubblici

Che ha già molti e interessanti estimatori e finanziatori; tra questi il porto di Pisa e il presidente della commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci. Tra poco 40South Energy avrà il primo fatturato. Una ventina di macchine sono prossime a essere vendute. Costano 150 mila euro l’una (ma il prezzo è destinato a diminuire) e riescono a generare energia con un guadagno medio di circa 26 mila euro l’anno. Un miracolo italiano. Anche perché la start up pisana non ha finanziatori pubblici come accade all’estero. E sulla cresta dell’onda ci è arrivata sfidando l’inquieto oceano del mercato. 

FONTE: Marco Gasperetti (corriere.it)

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