martedì 17 novembre 2015

Italia patria dei super batteri che resistono agli antibiotici. Al top in Ue

(Afp)

Per effetto dell’uso sconsiderato di antibiotici il nostro paese è in Europa tra quelli con il più elevato tasso di microrganismi resistenti: molte specie sono ormai endemiche

In Italia la presenza percentuale di batteri resistenti agli antibiotici continua ad aumentare ponendo il nostro paese ai primi posti nell’Unione Europea per questo poco invidiabile fenomeno: in occasione del World antibiotici Awareness Week, un’iniziativa globale per migliorare la comprensione del problema e cambiare il modo in cui vengono utilizzati gli antibiotici, sono usciti i dati per il 2015 diffusi dall’European Center for Diseases Control (Ecdc).

Batteri endemici

L’Italia è in vetta alla classifica con quasi tutte le specie che proliferano, un effetto dell’uso sconsiderato degli antibiotici nel nostro paese. Quest’anno il focus degli esperti europei, ricavato dal sistema di sorveglianza Ears-Net dell’Ue, è suglienterobatteri carbapenemasi resistenti, una famiglia particolarmente pericolosa perché lascia pochissime opzioni per la terapia. «La prevalenza di questi batteri è molto peggiorata negli ultimi due anni - afferma il rapporto -. Tredici paesi hanno riportato una diffusione ampia o una situazione endemica nel 2015, mentre erano sei nel 2013». L’Italia era già nel gruppo peggiore, con il batterio endemico, due anni fa, e conferma il primato, che detiene per quasi tutti gli altri batteri monitorati dall’Ecdc.

Numeri sconfortanti

Nel caso dell’Escherichia Coli, uno dei più diffusi, il nostro paese aveva nel 2011 meno del 25% , mentre ora è entrato nella fascia più alta, quella tra il 25 e il 50%. Per gli acinetobacter, una delle cause delle infezioni ospedaliere, siamo ormai sopra il 50%, mentre per il “famoso” staffilococco aureo resistente alla meticillina (mrsa) siamo nella fascia 25-50%, battuti solo dalla Romania. Percentuali molto alte, tra il 25 e il 50%, si trovano anche per Klebsiella pneumoniae, una delle cause principali delle infezioni urinarie.

FONTE: corriere.it

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