lunedì 2 novembre 2015

Papilloma. Sì al vaccino anti-hpv per proteggere anche gli uomini



Il 75% dei casi di tumore del collo dell’utero potrebbe essere evitato grazie alla vaccinazione contro il Papilloma Virus Umano (HPV). È una delle neoplasie più frequenti nelle giovani donne (under 50), si trova infatti al 5° posto con 2.100 nuove diagnosi stimate in Italia nel 2015. Non solo. L’HPV può causare il cancro a altre parti del corpo come vulva, vagina, pene, ano, bocca e faringe. È pericoloso, quindi, anche per gli uomini. Ma nel nostro Paese la vaccinazione, introdotta nel 2007/2008 per le dodicenni, ha una copertura a macchia di leopardo, con il rischio di non garantire a tutta la popolazione un accesso uniforme a questo importante strumento di prevenzione che rientra nei Livelli Essenziali di Assistenza. La media italiana della copertura (per le ragazze nate nel 1997) è pari al 70,8%, ben lontana dall’obiettivo del 95% inizialmente stabilito. E si passa da Regioni virtuose come Sardegna (86%), Toscana (83,8%), Puglia (83,1%) e Basilicata (82,4%) alle basse coperture della Provincia Autonoma di Bolzano (26,7%), Sicilia (58,3%) e Campania (64,9%). “Vogliamo promuovere una campagna nazionale di sensibilizzazione rivolta non solo ai cittadini ma anche agli oncologi per abbattere le barriere culturali ancora presenti – spiega il professorCarmine Pinto, presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), al XVII Congresso Nazionale della società scientifica chiuso ieri a Roma – Siamo di fronte a un vero e proprio strumento di prevenzione primaria contro i tumori. Realizzeremo un opuscolo che sarà distribuito in tutte le oncologie e a gennaio 2016 organizzeremo un convegno nazionale per un confronto fra clinici e rappresentanti delle Istituzioni. Dopo più di 6 anni dall’avvio del programma di immunizzazione, la copertura vaccinale sembra essersi stabilizzata intorno al 71%”. L’obiettivo ‘a breve termine’ del 70% è stato raggiunto in 13 Regioni per le coorti di nascita 1997, 1998 e 2000, in 15 per la coorte di nascita 1999 e in 9 per quella 2001. L’Italia è stato il primo Paese in Europa a stabilire la gratuità della vaccinazione anti-HPV e ad assicurarne, contestualmente, la commercializzazione e la rimborsabilità nell’ambito di un programma nazionale. “Il 2007 ha rappresentato un anno di svolta per la tutela della salute della donna in Italia – sottolinea il professor Sergio Pecorelli, presidente AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) – Il vaccino è fondamentale anche per proteggere i ragazzi. Un terzo dei casi di infezione da HPV riguarda infatti i maschi che, a differenza delle donne, non dispongono di strumenti ed esami utili per verificare la presenza del virus e le sue conseguenze, come lo screening che permette di accertare la condizione del collo dell’utero. I ragazzi infatti corrono un rischio di infezione di ben 5 volte maggiore rispetto alle adolescenti. Il vaccino anti HPV è stato sperimentato negli anni su più di 25.000 adolescenti e donne, dimostrando un’ottima tollerabilità. E la sicurezza è stata valutata in numerosi studi dopo l’immissione in commercio, che hanno coinvolto oltre 200.000 persone”. 

Esistono più di 120 tipi di HPV, che si differenziano a seconda del tessuto che colpiscono e per gravità degli effetti. “La maggior parte delle infezioni da HPV è transitoria – continua la dottoressa Stefania Gori, presidente eletto AIOM – perché il virus viene limitato dal sistema immunitario prima che sviluppi un effetto patogeno. I virus HPV più importanti sono quattro, etichettati con numeri: 6, 11, 16 e 18. I primi due, a basso rischio, causano il 90% dei condilomi: lesioni estremamente contagiose e molto dolorose, che interessano gli organi genitali e altre mucose. Gli altri sono responsabili del 75% di tutti i tumori del collo dell’utero e di altre neoplasie come quelle della vulva, della vagina, dell’ano, del pene e di alcune zone della testa e del collo (lingua, tonsille e gola) che possono interessare anche gli uomini”. La vaccinazione è indicata sia nei maschi che nelle femmine a partire dai 9 anni di età. “Ma è importante proteggersi al più presto – continua il professor Pinto – quindi prima di entrare in contatto con il virus la cui principale, ma non unica, via di trasmissione è quella sessuale. È proprio in questo periodo che l’efficacia dell’immunizzazione è massima, perché l’organismo non è ancora venuto in contatto con il virus. Purtroppo, però, per ora i ragazzi non possono essere immunizzati gratuitamente in tutte le Regioni, come avviene invece per le coetanee”. Nel 2015 Liguria, Puglia, Sicilia, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Calabria, Molise e in Sardegna le ASL di Sassari e Olbia hanno esteso l’offerta gratuita e attiva ai maschi nel dodicesimo anno di vita. Il progetto di sensibilizzazione sulla vaccinazione anti Papillomavirus Umano è reso possibile grazie a un contributo incondizionato da parte di Sanofi Pasteur MSD. “È fondamentale che tutti i cittadini possano accedere a questo importante strumento di prevenzione in grado di proteggere da gravi malattie - conclude la dott.ssa Nicoletta Luppi, Presidente e Amministratore Delegato di Sanofi Pasteur MSD – Auspichiamo che la vaccinazione venga estesa in tutte le Regioni anche ai maschi adolescenti, compiendo una grande scelta di politica sanitaria, etica e socialmente equa per proteggere le generazioni future dal cancro e dalle altre patologie causate dal virus HPV”.

FONTE: Enrico Magnani (liberoquotidiano.it)

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