venerdì 6 novembre 2015

Scoperta nel cervello la proteina che regola lo stimolo della sete

Scoperta nel cervello la proteina che regola lo stimolo della sete

Lo studio della McGill University e della Duke University mira a capire le modalità di concentrazione dei liquidi che in futuro potrebbe essere usata per le terapie d'urgenza

SCOPERTA nel cervello laproteina che controlla lo stato di idratazione dell'organismo e la sua temperatura, e che permette di regolare ad esempio lo stimolo della sete. La ricerca, portata avanti da un gruppo di scienziati del Centro di Salute della McGill University (Canada) e dellaDuke University (Usa), è stato pubblicato su Cell Reports.

"Abbiamo trovato quella che pensiamo sia la prima proteina che potrebbe permettere al cervello di monitorare la temperatura fisiologica", spiega Charles Bourque, primo autore dello studio, "ed è importante perché contribuisce a farci capire come il cervello rileva il calore e attiva lo stimolo della sete".

Questa proteina regola il flusso di ioni attraverso la membrana cellulare, un meccanismo cruciale nel bilanciare i fluidi corporei. Il sito In a Bottle, che ha riportato lo studio, commenta: "Alti livelli di sodio possono provocare la ritenzione dei liquidi e in seguito l'insufficienza cardiaca o un trauma cerebrale. La proteina può aiutare a prevenire questo tipo di problemi".

La scoperta nasce da un lavoro precedente, svolto dal team di Bourque nel proprio laboratorio, presso il Montreal General Hospital. Alcuni studi hanno dimostrato qualche anno fa che un gene chiamato TRPV1 svolgeva un ruolo essenziale nel rilevamento del bilanciamento di fluidi nel corpo. Recentemente gli stessi ricercatori hanno scoperto che lo stesso gene è coinvolto nella rilevazione della temperatura corporea. Tuttavia, il tipo di proteina prodotta dal gene TRPV1 era ancora sconosciuta.

"La collaborazione con il gruppo di Bourque ha portato all'identificazione di un lungo canale ionico che si attiva durante la disidratazione", ha spiegatoWolfgang Liedtke, professore della Duke University, "mettendo in funzione i neuroni nella parte del cervello chiamata ipotalamo, che indica al corpo di agire, al fine di mantenere l'equilibrio fluido".

I ricercatori stanno cercando di capire la modalità di regolazione da parte delcervello dei fluidi interni ed esterni alle cellule in un organismo vivente. "Poter controllare quanto sono diluiti o concentrati potrebbe essere la base
di partenza per sviluppare in futuro determinati test o terapie contro certe patologie, scatenate proprio da questo squilibrio di liquidi e di ioni, che si vedono comunemente negli interventi d'urgenza dei Pronto Soccorso", sottolineano gli scienziati guidati da Bourque.

FONTE: repubblica.it

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