martedì 22 dicembre 2015

Idrogeno: dalle auto alle bici e nel prossimo futuro nelle nostre case

Bici a idrogeno H2 bike (Linde)

Serve un piano nazionale entro ottobre 2016 per la mobilità a idrogeno per non perdere i fondi europei. Ma qualcosa si sta muovendo anche in Italia

Scadenze importanti sono (più o meno) alle porte: entro il mese di ottobre 2016, i Paesi che intendono usufruire dei fondi europei per sviluppare infrastrutture di rifornimento a idrogeno nei trasporti dovranno presentare un piano di sviluppo nazionale. Entro il 2050, gli obiettivi di decarbonizzazione fissati dall’Unione Europea e ribaditi recentemente durante la Conferenza sul clima di Parigi (Cop21) dovranno essere raggiunti. E intanto l’Italia che fa? Si muove, sia pure con interventi che, se organizzati a livello strutturale, avrebbero un significato assai diverso. E così spiccano nel panorama nazionale situazioni come quella di Bolzano, dove cinque autobus a idrogeno fanno il pieno al distributore dell’Istituto per le innovazioni tecnologiche, l’unico centro di produzione esistente in Italia; e si distinguono progetti come H2M, il veicolo che muovendosi immagazzina idrogeno messo a punto a Monopoli, in Puglia.  

Un segnale da Napoli
Un segnale di interesse deriva anche dalla conferenza European Fuel Cell (Efc) 2015, organizzata a Napoli fino al 18 dicembre. L’appuntamento, articolato in workshop e sessioni tematiche, mette a confronto specialisti e tecnici interessati a fonti energetiche green and clean provenienti, oltre che dall’Ue, da Usa, Giappone, Germania e da altri consorzi internazionali. Le potenzialità dell’applicazione delle celle a combustibile e dell’idrogeno sono intuitivamente molto ampie; tra di esse emergono i settori auto e casa.
Auto e abitazioni
L’interesse del primo caso è noto, come noto è il fatto che l’inquinamento da mobilità rappresenta il 33-35% di quello globale. Durante la conferenza di Napoli, la presentazione di una bozza del piano nazionale per lo sviluppo della mobilità sostenibile a impatto zero basato sull’idrogeno e la costruzione di una rete di infrastrutture di rifornimento di idrogeno per i trasporti da realizzare entro il 2025 viene accompagnato dall’esibizione di alcune delle ultime tecnologie alimentate a idrogeno.
Bici a idrogeno
Tra di esse Hybike, la bicicletta a idrogeno a pedalata assistita realizzata dal consorzio Atena, nei laboratori dell’Università Parthenope (in grado di percorrere oltre 150 chilometri con una sola carica), e due prototipi di auto: la giapponese Toyota Mirai e la coreana Hyundai IX35. Per il settore casa, il futuro è tutto da disegnare. Secondo Angelo Moreno, presidente di H2IT, «le tecnologie a idrogeno e celle combustibile entreranno nelle nostre case in un futuro prossimo; perché non considerare l’idrogeno un’opportunità di crescita anche per l’Italia? Abbiamo grandi potenzialità, possiamo e dobbiamo sfruttarle».
 
FONTE: Elisabetta Curzel (corriere.it)

 

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