venerdì 4 dicembre 2015

Lanciato il satellite Lisa-Pathfinder

Con molta scienza italiana a bordo, sarà un osservatorio sulle onde gravitazionali

Con un lancio perfetto, con distacco alle 5.04 (ora italiana) dalla piattaforma e rampa dello spazioporto di Kourou, in Guyana Francese, il razzo vettore Vega ha messo in orbita, grazie ai suoi quattro stadi, il satellite europeo Lisa-Pathfinder. 
Il lanciatore europeo dell’ESA, frutto di una collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e il cui sviluppo è gestito da Avio attraverso la società ELV, ha collocato nello spazio un satellite europeo con molta tecnologia e scienza italiana, che si appresta a diventare un vero e proprio osservatorio spaziale delle onde gravitazionali. Inoltre, il satellite farà da «apripista» per una missione futura, chiamata e-Lisa, destinata a confermare dallo spazio la Teoria della Relatività Generale di Einstein, per la quale proprio nei giorni scorsi si è celebrato il centenario. 

“UN OSSERVATORIO PER LE ONDE GRAVITAZIONALI”  
Anche alla missione Lisa-Pathfinder ha fornito un importante contributo l’ASI: «Le onde gravitazionali - spiega il fisico Roberto Battiston, che è Presidente dell’ASI - rappresentano l’ultima frontiera dell’astrofisica, la traccia a tutt’oggi inafferrabile della forza più elusiva che permea il nostro universo. Elusiva al punto che solo quando da tranquille onde diventano veri e propri tsunami, a seguito di eventi gravitazionalmente catastrofici come, per esempio, la collisione fra due buchi neri, possiamo sperare di registrarne le increspature. E il sistema messo a punto dall’ESA sembra avere tutte le carte in regola per riuscirci». In particolare, Lisa-Pathfinder intende mettere alla prova il concetto di rivelazione di onde gravitazionali dallo spazio dimostrando che è possibile controllare e misurare con grande precisione il movimento di due masse di prova (in lega d’oro e platino) in una caduta libera gravitazionale quasi perfetta, che verrà monitorata da un complesso sistema di laser. 

A BORDO SCIENZA E TECNOLOGIA ITALIANA  
E la scienza italiana ne é grande protagonista, come ci conferma il presidente dell’ASI: «Vi collaborano istituti e ricercatori italiani dell’INFN e di varie Università. A terra abbiamo l’esperimento VIRGO realizzato a Pisa dall’ INFN nell’ambito di un consorzio italo-francese. Per quanto riguarda lo spazio e l’ ESA, l’Italia è responsabile della definizione dell’architettura complessiva del carico scientifico, e la missione rientra nel quadro del programma scientifico dell’ESA, cui l’Italia contribuisce con il 13 per cento circa. A bordo del satellite ci sarà un sistema composto da due masse di prova e da un interferometro che, insieme all’elettronica e all’ottica associate, costituisce la parte principale del carico scientifico». 

I sensori inerziali, strumenti di alta precisione di fondamentale importanza per la sonda, sono stati realizzati dall’ASI con primo contraente industriale la Compagnia Generale per lo Spazio su progetto scientifico dei ricercatori dell’Università di Trento con a capo il Principal Investigator Stefano Vitale, dell’INFN. Alla missione partecipa anche il gruppo Finmeccanica: uno dei contributi di Selex ES è il sistema di micro-propulsione a gas freddo. 

IN ORBITA  
Subito dopo il lancio, Lisa-Pathfinder è stata posizionata in un’orbita di parcheggio transitoria e leggermente ellittica. A questo punto, utilizzerà i suoi propulsori per raggiungere la posizione finale a una distanza dalla Terra di circa 1.5 milioni di chilometri in orbita intorno al primo punto di Lagrange, momento di equilibrio gravitazionale tra Sole e Terra. La Base di Controllo di Malindi dell’ASI, che ha già fornito il supporto al lancio di Vega, supporta anche la fase di ingresso e stabilizzazione iniziale dell’orbita di Lisa-Pathfinder, con una nuova antenna in banda X appositamente installata da ESA a Malindi per Lisa-Pathfinder ed Exomars, la prima delle due missioni europee per Marte, il cui lancio è in programma per marzo 2016.

FONTE: Antonio Lo Campo (lastampa.it)

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