domenica 27 dicembre 2015

Tumore alle ovaie, test del sangue potrebbe tagliare le morti di un quinto

Tumore alle ovaie, test del sangue potrebbe tagliare le morti di un quinto
Lo sostiene una ricerca appena pubblicata su The Lancet . Gli esperti: "Ancora presto per considerare assodata questa strategia diagnostica"

SONO sempre più incoraggianti i risultati degli studi sugli screening contro il carcinoma ovarico. Secondo una ricerca appena pubblicata su The Lancet, il test del sangue potrebbe ridurre le morti di un quinto. Gli esperti del Collaborative Trial of Ovarian Cancer Screening, nel Regno Unito, hanno seguito le condizioni di salute di 200.000 pazienti per 14 anni, concludendo che in futuro questo tipo di prevenzione potrebbe diventare una strategia diagnostica diffusa.

Lo studio. Il Collaborative Trial of Ovarian Cancer Screening è una delle più ampie ricerche in questo campo e ha avuto come obiettivo quello di verificare il livello di CA125, prodotto dal tessuto ovarico, contenuto nel sangue delle pazienti. I medici hanno controllato la proteina CA125 come un indicatore del tumore alle ovaie in quanto spesso il CA-125 aumenta nei casi in cui il cancro è presente. I risultati della sperimentazione sono stati definiti "controversi" in quanto le prime statistiche non hanno dato risultati incoraggianti, mentre la seconda fase si è dimostrato efficace.

"Servono ulteriori verifiche". "Per adesso - spiega il professor Usha Menon, che ha coordinato lo studio - questo tipo di screening non è efficace. Ma secondo le nostre stime può essere utile nel 20% di casi e in futuro potrebbe salvare molte vite. Aspettiamo comunque ulteriori conferme".  Secondo i ricercatori ci vorranno ancora tre anni per dimostrare i benefici di questo tipo di prevenzione ed è ancora presto per considerare assodata questa strategia diagnostica.

L'altra ricerca. Solo pochi mesi fa un altro studio, questa volta dell'University College di Londra, aveva messo in evidenza il ruolo della proteina CA-125 come marcatore tumorale, definendolo "affidabile", dimostrando che la variazione della sua concentrazione nel tempo può segnalare tempestivamente lo sviluppo del cancro.

FONTE: repubblica.it

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