martedì 26 gennaio 2016

Curarsi a rate: italiani indebitati per medicine, esami e interventi

Chiedere un prestito per operazioni, cure odontoiatriche  e farmaci è un fenomeno in crescita,  anche  per le lunghe  lista d’ attesa  nei  servizi  pubblici.  In  molti lo  fanno anche per  la  chirurgia estetica, ma qualcuno si  indebita per  cure oncologiche o per l’epatite C che il Servizio sanitario non può rimborsare a tutti
Un prestito di 10 mila euro da rimborsare in quarantotto mesi, per pagare un intervento chirurgico in una struttura privata o la parcella del dentista, può costare, per esempio, 11.523 euro, rimborsabili con rate mensili di 239 euro, oppure 11.628 con rate da 242 euro, a seconda delle diverse fonti di finanziamento. Se il tempo del rimborso si accorcia a 24 mesi, anche la cifra totale da restituire può scendere a poco più di 10.700 euro, ma la rata da versare ogni mese si alza fino a 450 euro circa. Che ne valga la pena o meno, lo giudicherà ciascuno in base alle proprie necessità e alle proprie tasche. Per avere i conti, del resto, basta usare uno dei tanti simulatori online (molti non chiedono dati anagrafici) proposti dalle società di intermediazione creditizia.

L’identikit di chi chiede il prestito

C’è solo l’imbarazzo della scelta: si va su internet e alla voce «prestiti per spese mediche» o anche solo »prestiti» (allora la finalità «medica» si troverà tra altre voci: arredamento, viaggi e vacanze, matrimonio, camper…) e si scoprono finanziamenti offerti da banche o da finanziarie. Ma prestiti vengono proposti anche dagli istituti bancari agli sportelli, dall’Inps per i pensionati, da Posteitaliane, nonché da strutture sanitarie private, dalle «catene» di centri di cure dentali e da singoli medici ai loro pazienti, attraverso convenzioni con finanziarie. Il fenomeno dell’indebitamento per curarsi è in aumento. Secondo dati raccolti da Facile.it in collaborazione con Prestiti.it (società di mediazione del credito), delle 20 mila richieste di prestito personale giunte da giugno a novembre 2015 solo a questi portali quasi il 4% aveva come finalità dichiarate le «spese mediche». Gli esperti di queste società hanno stimato che nello stesso periodo siano stati erogati in totale in Italia a sostegno di prestazioni sanitarie 28 mila prestiti, per un ammontare complessivo di 340 mila euro. L’analisi delle domande giunte ai due comparatori indica che la cifra media richiesta per un prestito personale di questo tipo è 6.600 euro; 44 anni l’età media del richiedente. Nel 2013 la stessa fonte, scandagliando 30 mila domande per tutte le possibili finalità, rilevava che i finanziamenti per spese mediche erano l’1%.

Chirurgia estetica, dentista e cure oncologiche

Ma per quali necessità in particolare? Stando alle analisi, non pochi si indebitano per operazioni di chirurgia estetica (vai poi a sapere se per motivi funzionali, o solo per togliersi le borse sotto gli occhi…), ma molti cercano un prestito per pagare cure odontoiatriche, per affrontare lunghe terapie, o un intervento chirurgico in una struttura privata. Lo conferma un’indagine di Altroconsumo dell’ottobre 2015: su 1.680 italiani (età 25-74 anni) interpellati con un questionario, il 13% ha dichiarato di aver chiesto un prestito in banca per pagare prestazioni sanitarie. E quanto testimoniano, ad esempio, due segnalazioni giunte al PIT Salute (Progetto Integrato di Tutela) del Tribunale dei diritti del malato-Cittadinanzattiva. Dalla Liguria: «Mia madre, che ha più di 70 anni, deve essere sottoposta ad un’operazione, con una certa urgenza a detta del chirurgo. È già in lista d’attesa da mesi nel Servizio sanitario, così ora stiamo pensando di rivolgerci a una clinica privata, ma per pagarla chiederemo un prestito». E dalla Sicilia: «Sono un paziente oncologico, da tempo uso un farmaco che mi consente di sopravvivere. Fino a qualche mese fa era passato dal Servizio sanitario, ora è diventato a pagamento e costa molto. Impossibile comprarlo per me che prendo 800 euro al mese di pensione. Chiederò un prestito, ma lo concederanno a un malato di 78 anni?».

33 miliardi spesi per la sanità privata

«Non stupisce che aumenti la domanda di credito per cure mediche — commenta Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale dei diritti del malato- Cittadinanzattiva —. La spesa sanitaria privata è a livelli importanti (33 miliardi nel 2014, secondo l’indagine Censis-RBM Salute, di giugno 2015; il 2% in più rispetto all’anno precedente, ndr) e la prospettiva è ancora più preoccupante, perché si comprimono le risorse economiche della Sanità pubblica e scarseggiano le politiche per migliorare l’accesso ai servizi». I conti sono presto fatti:«Per effetto anche dell’ultima Legge di stabilità — sottolinea Aceti —, possiamo contare su 7 miliardi di euro in meno rispetto a quanto era stato previsto dal Patto per la salute per la Sanità nel 2015-2016. Inoltre, lo Stato chiede alle Regioni un contributo alla finanza pubblica per circa 15 miliardi attraverso la riduzione della spesa nel periodo 2017-2019, e ciò potrà avvenire anche mettendo mano, ancora una volta, alle risorse del Servizio sanitario».

FONTE: Cristina D’Amico (corriere.it)

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