mercoledì 10 febbraio 2016

Onde gravitazionali: scienziati in fibrillazione, forse annuncio giovedì

Le voci si fanno sempre più consistenti: l’11 febbraio conferenza congiunta a Pisa (sede dell’interferometro Virgo) e a Washington. Con uscita di un articolo su Science

Stavolta forse ci siamo. L’11 febbraio potrebbe (il condizionale solo è d’obbligo) essere il giorno in cui sarà annunciata la scoperta delle onde gravitazionali, previste della teoria generale della relatività di Einstein un secolo fa ma mai direttamente rilevate. Giovedì 11 febbraio alle 16,30 è stata convocata una conferenza stampa congiunta all’European Gravitational Observatory (presso Pisa dove si trova l’interferometro Virgo) e a Washington, ufficialmente per fare il punto sullo stato della ricerca sul campo delle onde gravitazionali.

I rumors

All’inizio di gennaio il mondo della fisica era stato messo in agitazione dall’annuncio twitter di Lawrence Krauss, cosmologo dell’Università dell’Arizona, tramite l’esperimento Ligo (Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory). Poi il fisico americano aveva fatto una parziale marcia indietro. Ora però le «voci» si fanno più consistenti anche perché negli stessi minuti della conferenza stampa congiunta la prestigiosa rivista Science pubblicherebbe la notizia dell’avvenuta scoperta.

Onde gravitazionali
Le onde gravitazionali sarebbero state osservate dall’interferenza di due buchi neri e avrebbero un’alta probabilità statistica. Le onde gravitazionali sarebbero «increspature» dello spazio-tempo prodotte da fenomeni cosmici molto violenti, come per esempio la cosiddetta «inflazione cosmica» durante il Big Bang. Una conferma indiretta è arrivata attraverso l’osservazione delle perturbazioni generate da un sistema binario di stelle di neutroni.

FONTE: Paolo Virtuani (corriere.it)
Onde gravitazionali
Le onde gravitazionali sarebbero state osservate dall’interferenza di due buchi neri e avrebbero un’alta probabilità statistica. Le onde gravitazionali sarebbero «increspature» dello spazio-tempo prodotte da fenomeni cosmici molto violenti, come per esempio la cosiddetta «inflazione cosmica» durante il Big Bang. Una conferma indiretta è arrivata attraverso l’osservazione delle perturbazioni generate da un sistema binario di stelle di neutroni.


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