lunedì 8 febbraio 2016

Virus Zika, 7 modi per combatterne la diffusione

Dalle più ovvie alle più ambiziose, da quelle già usate alle future: alcune strategie vincenti per fronteggiare la nuova emergenza sanitaria internazionale.

Conosciuto dal 1947, è stato ignorato per 70 anni. In Africa, il Africa, il virus Zika è circolato in modo pressoché pacifico senza mostrare sintomi più gravi di quelli di un'influenza, oscurato da epidemie più drammatiche (HIV, Sars, Ebola). Ora che ha solcato l'Atlantico diffondendosi da poche centinaia di casi siamo passati a 1,5 milioni di contagi: un campione abbastanza ampio per notare la correlazione con microcefalia e altre sindromi neurologiche. Ma come arrestare la corsa di Zika? Ecco le armi che abbiamo a disposizione. 

EVITARE DI FARSI PUNGERE. Più facile a dirsi che a farsi. Non tutti nei Paesi interessati dalle zanzare Aedes possono permettersi repellenti come quelli a base di dietiltoluamide (DEET), e chi può, spesso non li usa correttamente. Se un angolo di pelle rimane incontaminato, le zanzare lo troveranno. Le Aedes aegypti, poi, sono attive di giorno: non bastano le solite zanzariere intorno al letto.

ELIMINARE LE ZANZARE. Le zanzare della specie Aedes aegypti nidificano nelle aree urbane e depongono le uova in pozze d'acqua stagnante, come quelle che si formano nelle grondaie o nei sottovasi delle piante. Negli anni '60 molti Paesi dell'America Latina hanno condotto massicce campagne di eradicazione di questi parassiti usando il DDT. Ma poi, con l'avvento del vaccino per la febbre dengue (trasmessa dalle stesse zanzare) i controlli sono diminuiti e alcune popolazioni di Aedes sono rimaste. Oggi il DDT è spesso bandito e le zanzare hanno sviluppato resistenza ad altri parassiti; il metodo, come abbiamo visto qualche decennio fa, può funzionare, ma occorrono campagne massicce e coordinate.

LIBERARE ZANZARE TRANSGENICHE. Poiché le Aedes aegypti veicolano anche il virus della febbre dengue, questo ambito di ricerca è già ben sviluppato. Negli anni sono state messe a punto zanzare Ogm la cui prole è programmata per morire allo stadio larvale. Liberando maschi di queste zanzare (da far accoppiare con le femmine in circolazione, le uniche a trasmettere il virus) si otterrebbe col tempo l'eradicazione dei parassiti, incapaci di produrre nuove generazioni. Alcuni trial sono già in corso e, in Brasile, hanno portato alla scomparsa del 95% delle zanzare in sei mesi. La resistenza dell'opinione pubblica alla liberazione di organismi Ogm è ancora, tuttavia, piuttosto diffusa.

FONTE: Elisabetta Initini (focus.it)

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