sabato 26 marzo 2016

Ecco i super-anticorpi che possono sconfiggere il virus Hiv (e che fanno sperare nella creazione di un vaccino)

I super-anticorpi anti Hiv (credit: C. Bickel / Science, 2016)

La maggior parte delle persone ha alcune cellule immunitarie che, se stimolate, possono produrre anticorpi capaci di neutralizzare numerose varianti del patogeno

Non è ancora scacco al virus, ma i vaccinologi si sono assicurati un’altra buona mossa nella difficile partita in corso con l’Hiv. Un lavoro in uscita su Scienceconferma il grande potenziale dell’ultima strategia in voga, quella degli “anticorpi ampiamente neutralizzanti”. Infatti si è scoperto che la maggior parte delle persone è naturalmente equipaggiata con alcune cellule immunitarie che, opportunamente stimolate, sono capaci di produrre dei super-anticorpi diretti contro il virus dell’Aids. Gli approcci classici finora hanno mostrato i propri limiti di fronte all’Hiv e la cronaca scientifica ci ha raccontato di grandi speranze puntualmente deluse in fase di sperimentazione clinica. Non c’è da stupirsi che questo virus rappresenti la “bestia nera” della vaccinologia. Muta furiosamente, beffando le difese dell’organismo. Si dissemina rapidamente nel corpo lasciando poco tempo per un intervento precoce. Trova nascondigli da cui muovere attacchi a sorpresa. La sua variabilità genetica lo rende un bersaglio difficile da centrare con i vaccini classici, preparati con virus attenuati o inattvati.

Obiettivo: stimolare il sistema immunitario

Per questo nell’ultimo decennio molti ricercatori si sono convinti che, invece di sottoporre le persone a somministrazioni multiple della stessa molecola immunogena, si debbano utilizzare in serie delle proteine leggermente diverse tra loro. Si tratterebbe, insomma, di stimolare il sistema immunitario presentandogli i pezzi giusti del virus nell’ordine giusto. L’obiettivo è indurre il corpo a produrre degli anticorpi capaci di neutralizzare contemporaneamente molte varianti del patogeno, perciò detti “ampiamente neutralizzanti”. Fino al 25% delle persone sieropositive è in grado di produrli spontaneamente, ma la risposta si attiva troppo tardi per riuscire a contenere il virus. L’idea, dunque, è di ispirarsi a questo fenomeno naturale per progettare molecole immunogene particolarmente versatili ed efficaci, adatte per l’immunizzazione. È questa la strategia perseguita dal nuovo studio, firmato da ricercatori dello Scripp Research Institute, del La Jolla Institute for Allergy and Immunology e dell’International Aids Vaccine Initiative. Il primo potente immunogeno che è stato identificato si chiama eOD-GT8 e sembra in grado di indurre la produzione di super-anticorpi con una potenza molto superiore alle altre molecole studiate finora.

FONTE: Anna Meldolesi (corriere.it)

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