giovedì 3 marzo 2016

Libia, Farnesina, «Uccisi due italiani» Usati come scudi umani da jihadisti

A sinistra Salvatore Failla, 47 anni, a destra Fausto Piano, 61 anni

Si tratta di Fausto Piano e Salvatore Failla, dipendenti della «Bonatti» rapiti il 20 luglio insieme ad altri due italiani. La conferma della Farnesina. Forse uccisi durante uno scontro a fuoco tra miliziani e forze libiche a Sabrata

Sarebbero stati colpiti durante un conflitto a fuoco fra le forze di sicurezza e un gruppo di miliziani dello Stato Islamico, Fausto Piano e Salvatore Failla, i due italiani dipendenti della società di costruzioni «Bonatti» uccisi mercoledì in Libia, a Sabrata, zona pesantemente colpita dai raid Usa nei giorni scorsi.

Le diverse versioni

I due italiani erano stati rapiti insieme ad altri due connazionali che lavoravano nella stessa ditta nel luglio del 2015. Piano e Failla sarebbero morti quando il convoglio su cui viaggiavano è stato attaccato da forza di sicurezza libiche. Ma la versione non è stata ancora confermata e da Sabratha c’è chi sostiene come i due siano stati uccisi da Isis prima del raid o che potrebbero essere stati scambiati per jihadisti. Nel corso della sparatoria sono morti almeno sette miliziani islamici. Tra le vittime anche una donna che viene mostrata in alcune foto. Ma si tratta di immagini non verificate indipendentemente.

La Farnesina

La notizia della morte dei due cittadini italiani è stata confermata dalla Farnesina. «Relativamente alla diffusione di alcune immagini di vittime di sparatoria nella città di Sabrata in Libia - si legge nella nota del Ministero degli Esteri - apparentemente riconducibili a occidentali, la Farnesina informa che da tali immagini e tuttora in assenza della disponibilità dei corpi, potrebbe trattarsi di due dei quattro italiani, dipendenti della società di costruzioni “Bonatti”, rapiti nel luglio 2015 e precisamente di Fausto Piano e Salvatore Failla. Al riguardo la Farnesina ha già informato i familiari. Sono in corso verifiche rese difficili dalla non disponibilità dei corpi». Sarebbero ancora vivi invece, secondo quanto riferisce il sottosegretario con delega ai servizi Marco Minniti, gli altri due ostaggi Filippo Calcagno e Gino Pollicardo.

Il riscontro

Il riscontro della morte dei due italiani arriverebbe da alcune immagini video e foto postate su Facebook dal Sabrata Media Center: «Dalle foto ci sono purtroppo somiglianze con i due tecnici della Bonatti - ha detto il Direttore del dipartimento informazioni per la sicurezza Giampiero Massolo - Non abbiamo i corpi, dobbiamo aspettare di averli per le autopsie. Ci sono altri due italiani da salvare - ha poi sottolineato - non dobbiamo dire o fare cose che possono compromettere l'attività in corso». La procura di Roma ha reso noto che aprirà un fascicolo sulla morte dei due italiani. Stando a quanto si apprende l'inchiesta per omicidio è a carico di ignoti. I magistrati, come è prassi in questi casi, attendono notizie e materiale investigativo dalla Libia.

FONTE: Annalisa Grandi e Redazione Esteri (corriere.it)

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