domenica 24 aprile 2016

Dal bicarbonato di sodio all'aceto di mele, tutti gli errori del fai-da-te sulla pelle

Solo perché alcuni trattamenti di bellezza sono a base d'ingredienti naturali, non significa che siano anche senza rischi: al contrario, possono spesso scatenare reazioni di tipo irritativo o allergico, con gravi danni alla cute 

Molte persone sono solite cercare i consigli di bellezza su Google, convinte che il "passaparola" della rete e i trattamenti naturali giovino sempre alla pelle. In realtà è spesso vero il contrario e, come avverte la dottoressa Cristiana Colonna, Responsabile dell'Ambulatorio di Dermatite atopica del reparto di Dermatologia Pediatrica del Policlinico di Milano, «è bene non confondere "naturale" con "innocuo", perché non è affatto vero che ciò che prendiamo dalla natura e applichiamo poi sulla pelle sia sempre sicuro al cento per cento. Al contrario, può capitare che questo prodotto "tutta natura" scateni reazioni di tipo irritativo o, ancor peggio, allergico, sia per il costituente naturale stesso del prodotto in questione che per il veicolo nel quale viene miscelato». 

È il caso dell'acqua di amamelide, un antinfiammatorio naturale usato spesso come astringente nei trattamenti fai-da-te: «Quello che però le persone non sanno - spiega ancora la dottoressa Colonna - è che questa pianta viene spesso distillata in una base alcolica che, se applicata sulla pelle, può causare estrema secchezza e desquamazione». Non bastasse, la fragranza naturale che la compone è l'eugenolo, che è un potente irritante.

Ricorrere al limone per schiarire la pelle

Adorato dai guru della bellezza fai-da-te come miglior rimedio schiarente presente in natura, in realtà questo frutto è l'incubo di ogni dermatologo, perché il suo pH 2 può danneggiare gravemente il pH naturale della pelle, che è compreso fra 4 e 5, mentre l'elevata componente acida finisce per erodere il film protettivo dell'epidermide. E se tutto questo non fosse già sufficiente a sconsigliarne l'utilizzo, è bene sapere che il limone aumenta anche la sensibilità al sole, provocando dolorose vesciche e scolorimenti cutanei che possono durare diversi mesi. Riassumendo: il limone è perfetto nel tè, ma non in faccia.

FONTE: Simona Marchetti (corriere.it)

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