sabato 9 aprile 2016

Scoperto un buco nero supergigante dove non dovrebbe esserci

Immagine computerizzata di un buco nero supergigante al centro di una galassia.  La sua grande massa distorce lo spazio circostante e altera la luce delle stelle che sembra allungarsi in filamenti circolari (Nasa/Esa)

Un «mostro» con una massa pari a 17 miliardi di volte quella del nostro Sole in un piccolo ammasso di galassie. Scienziati sorpresi e (finora) senza risposta

Quando l’hanno trovato, anche gli scienziati sono rimasti sorpresi. Di buchi neri ne sono stati scoperti anche di più massicci, si parla di «mostri» con una massa di oltre 10 miliardi di volte quella del nostro Sole (il record di 21 miliardi di masse solari è detenuto dal buco nero dell’ammasso galattico della Chioma, a 300 milioni di anni luce da noi). Ma si trovano sempre in zone dell’universo molto «affollate», regioni popolate da migliaia di galassie. Che potremmo paragonare a trovare un bar nel centro di una megalopoli: scontato. Trovare un buco nero con una massa di 17 miliardi d volte quella del Sole al centro di una galassia in una regione semivuota, invece è come trovare un caffè nel bel mezzo di un deserto.

A 200 milioni di anni luce
Nel Nature del 6 aprile un gruppo di astronomi guidato da Jens Thomas dell’Istituto Max Planck di Garching, in Germania, descrive la scoperta di un buco nero supergigante rinvenuto nel centro della galassia ellittica NGC 1600, che fa parte di un piccolo ammasso di solo una ventina di galassie nella costellazione di Eridano a circa 200 milioni di anni luce: un fatto davvero inaspettato. Ma che pone nuovi interrogativi ai ricercatori.

Nuove domande
Questi piccoli ammassi in realtà sono 50 volte più abbondanti nell’universo degli spettacolari grandi ammassi di galassie, come quello della Chioma. Quello appena scoperto è solo la punta dell’iceberg? Ci sono altri enormi buchi neri che «non dimorano nel centro delle metropoli, ma in una prateria desolata», dice con una metafora Chung-Pei Ma, astronomo dell’Università della California a Berkeley e scopritore materiale del buco nero? Finora la massa dei buchi neri era legata alla grandezza della galassia (o degli ammassi di galassie) che li ospitano. Ma quello di NGC 1600 è talmente grande che da solo supera di gran lunga la massa dell’intera galassia. Si ipotizza che si nato dalla collisione di due o più galassie i cui buchi neri si sono uniti.

FONTE: Paolo Virtuani (corriere.it)

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