lunedì 11 aprile 2016

Trombosi, quell'ostacolo del sangue che è possibile prevenire

Ictus, infarto, embolia sono spesso conseguenze di questa patologia che colpisce ogni anno 600 mila italiani, 15 mila dei quali bambini o ragazzi. Eppure è possibile evitarla con una maggiore attenzione agli stili di vita. Aumentare questa consapevolezza è l'obiettivo della campagna #Alt Pigrizia, promossa in occasione della Giornata nazionale per la lotta alla trombosi e che prevede incontri in molte città d'Italia e iniziative in Rete e sui social network
Ne soffrono ogni anno 600.000 italiani, uomini, donne e perfino bambini e neonati. Sono le malattie da trombosi: ictus, infarto, embolia che colpiscono il doppio dei tumori ma che in un caso su tre sarebbero evitabili con una maggiore attenzione agli stili di vita. Ecco perché in occasione della quinta Giornata nazionale per la lotta alla Trombosi (13 aprile) torna la campagna "ALT Pigrizia" realizzata dall'Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari - Onlus (ALT) che quest'anno ha come slogan "Chi impara presto, campa 100 anni".

Che cos'è la trombosi. Si tratta di un processo patologico causato nei vasi sanguigni da una eccessiva tendenza del sangue a coagulare e a formare trombi che ostacolano la regolare circolazione: può verificarsi nelle arterie, causando infarto del miocardio e ictus cerebrale, o nelle vene, causando anche malattie altrettanto gravi ma spesso sottovalutate perché, come la trombosi venosa e l'embolia polmonare, si presentano con sintomi meno clamorosi: la prima viene spesso scambiata per infiammazione tendinea o muscolare, la seconda per polmonite o addirittura banale lombalgia. "Il meccanismo della trombosi si accende non per una sola causa, ma per cause multiple presenti nello stesso momento" spiega Lidia Rota Vender, presidente di ALT.

Genetica e fattori di rischio. In 5 persone su 100 nella popolazione sana è presente una mutazione genetica che moltiplica il rischio di sviluppare un evento da trombosi: "Ma l'assetto genetico di per sé non provoca trombosi, che invece si manifesta solo se alla predisposizione genetica si associa almeno un fattore di rischio transitorio, che può essere una malattia infiammatoria, un trauma, un intervento chirurgico, un lungo viaggio aereo, l'uso di terapie ormonali o di farmaci chemioterapici" chiarisce Vender.

Prevenzione - Se questi sono i fattori di rischio, uno stile di vita corretto può molto spesso scongiurare l'insorgenza del processo di formazione dei trombi: evitare la sedentarietà, ad esempio, svolgere un'adeguata attività fisica, non accumulare peso in eccesso, non fumare sono comportamenti che prevengono la trombosi.

Ogni età ha i suoi rischi. In base alle statistiche, su 100 persone colpite, 3 hanno meno di 40 anni. In Italia, ogni anno, la trombosi colpisce 15mila bambini (da neonati ad adolescenti). E non solo: nel nostro Paese, sono 35 su 100 gli uomini che muoiono per malattie causate da trombosi. Complessivamente ogni anno in Europa muoiono più di 4 milioni di persone e altrettante sopravvivono con invalidità gravissime e devastanti per la qualità della vita. E a fare più paura, su tutto, è l'ictus, che uccide ogni anno più di 1 milione di persone e occupa il secondo posto fra le cause di morte in Europa. Infatti, una donna su 7 e un uomo su 10, ogni anno, muoiono per colpa di un ictus cerebrale; in Italia sono 38mila uomini e 25mila donne l'anno.

Obesità e contraccettivi. Le donne obese che assumono la pillola contraccettiva hanno fino a 30 volte più probabilità di subire un raro tipo di ictus. E' quanto emerge da un nuovo studio pubblicato sulla rivista Jama Neurology e condotto da un gruppo di ricercatori dell'Academic Medical Centre di Amsterdam. I ricercatori olandesi hanno scoperto che le donne con un indice di massa corporea superiore a 30 sono più a rischio di trombosi venosa cerebrale, causata da un coagulo nel cervello, un raro tipo di ictus che colpisce poco più di una persona su 100mila all'anno. In effetti, è noto che la donna è particolarmente esposta al rischio di andare incontro durante la vita a una malattia da trombosi, delle vene o delle arterie: "Durante la gravidanza, il rischio in ogni singola donna si quadruplica mentre nel post partum si moltiplica fino a 60 volte. Un altro periodo di rischio è quello di utilizzo della terapia ormonale, quella contraccettiva o quella sostitutiva in menopausa" spiega Vender. La donna è, inoltre, spesso portatrice di malattie infiammatorie come la colite, la tiroidite, l'artrite reumatoide, malattie che provocano una prolungata attivazione del sistema della coagulazione che porta il sangue a formare coaguli di sangue in diversi distretti del corpo, causando trombosi. "Sappiamo anche che il tessuto adiposo, cioè il grasso, è oggi riconosciuto come un tessuto fortemente infiammato, che come tale contribuisce a rendere il sangue più incline a coagulare".

Le iniziative. Gli eventi organizzati in occasione della Giornata nazionale per la Lotta alla Trombosi a Milano, Bergamo, Genova, Bologna, Ferrara, Cassino, Bari, Palermo sono dedicati alla popolazione di ogni età. Ci saranno giochi e incontri anche con le scuole. A Milano, accanto ad ALT ci sarà il Centro Sportivo Italiano con le miniolimpiadi che coinvolgeranno 400 studenti delle scuole medie dagli 11 ai 14 anni provenienti da Milano, Chiavari, Vighizzolo di Cantù, Roggiano, Luino, Varese e Genova che si sfideranno su giochi a squadre, per conquistare la Coppa buonsenso di ALT. A Milano si svolgerà anche un'edizione speciale di trekking. A Bologna ci sarà un incontro con la popolazione dal titolo "Nutrire il corpo e l'anima: un pomeriggio tra salute e musica" accompagnato da un concerto alla Regia Accademia Filarmonica. Le varie iniziative in programma sono elencate sul sito www.giornatatrombosi.it.
 
La giornata sul web. La Quinta Giornata Nazionale per la Lotta alla Trombosi viaggerà anche sul web con il sito www.giornatatrombosi.it, la pagina Facebook della campagna e di ALT, frequentata ogni giorno da più di 1000 persone, l'hashtag #ALTpigrizia con il sito www.altpigrizia.org, la newsletter dedicata a più di 4mila contatti e il forum "Mi curo di te" su www.altforum.it per parenti e amici di tutti coloro che seguono una terapia anticoagulante.

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