giovedì 12 maggio 2016

Boom di allergie: 9 milioni sensibili a Graminacee e Parietarie

L’AAITO, Associazione Allergologi Immunologi Territoriali e Ospedalieri, lancia una App. Visibili sul telefonino gli allergeni più diffusi nella propria zona o in altre città italiane

A maggio esplode la stagione delle allergie: i frequenti e drastici cambiamenti di temperatura hanno avuto come conseguenza una esplosione degli episodi di impollinazione sia avvenuta in maniera ancora più evidente del solito. Gli specialisti dell’AAITO, Associazione Allergologi Immunologi Territoriali e Ospedalieri, spiegano che proprio in questi giorni, a causa dell’aumento delle temperature e del forte vento, si sta assistendo al periodo dell’anno più problematico. La recente concentrazione atmosferica ha provocato un’esplosione della sintomatologia: nove milioni sono le persone colpite in questi giorni dalle allergie alle graminacee e parietarie, gli allergeni più aggressivi in Italia. 

In Italia i soggetti che soffrono di sintomatologie allergiche (come la rinite allergica o peggio l’asma allergico) sono aumentati di 7 volte negli ultimi 30 anni, passando dal 4% a quasi il 30% della popolazione. «L’aumento dell’anidride carbonica - sottolinea Renato Ariano, Responsabile della Sezione di Aerobiologia dell’AAITO e Specialista Allergologo in Bordighera (Imperia) - non provoca soltanto inquinamento, ma stimola anche la produzione di piante: nelle zone incolte, quindi, intensifica lo sviluppo di piante spontanee. L’inquinamento atmosferico, soprattutto quello causato dal traffico veicolare dei motori diesel, produce un polline maggiore e più aggressivo, nonché un’infiammazione delle vie aeree dei soggetti. E’ per questo che, in questi giorni, dobbiamo parlare di epidemia allergologica».  

L’ATLANTE DEI POLLINI  
In questo periodo c’è una profusione di pollini: a nord le più minacciose sono le Graminacee, che cominciano a fiorire lungo la costa, e che possono provocare anche forme di asma. Problematica anche la fioritura di alcuni alberi, come quella del nocciolo. Le querce sono diffuse lungo tutto il territorio, e attualmente producono molti pollini. Soprattutto in Puglia e Liguria non possiamo scordare gli ulivi, che esploderanno con i loro pollini soprattutto dal 15 di questo mese. 

«L’allergene più diffuso è quello delle Graminacee, soprattutto al Nord. Queste piante fioriscono abbondantemente nei prati. Le presenze maggiori di questi pollini sono nella valle padana, negli Appennini centrali, in Campania ed in Sardegna. A seguire la Parietaria, soprattutto al Sud, che cresce soprattutto sui muri e sui ruderi, con una fioritura da marzo sino ad ottobre, con una elevata sensibilizzazione. La prevalenza di questa sensibilizzazione è intorno al 60-70 % nelle aree del Sud, Isole ed in Liguria (che costituisce un’eccezione, tra le regioni settentrionali). Nelle regioni del Nord la prevalenza oscilla tra il 20 e il 40%. Le Graminacee colpiscono, in media, ben il 50% dei soggetti con allergie respiratorie, mentre la Parietaria il 30%».  

Quella delle Cupressaceae è la specie la cui importanza allergenica è stata maggiormente rivalutata negli ultimi anni. Una recente indagine policentrica italiana ha definito una prevalenza media ci circa il 18% con punte intorno al 30% in Toscana ed in Liguria, dove queste piante sono molto ben rappresentate. L’incidenza è molto importante per Betulaceae e Corylaceae: negli ultimi decenni, in Italia, si è verificato un incremento delle sensibilizzazioni a specie arboree come queste: Corylus, Ostrya, Carpinus, Betulla, Alnus, tra di loro cross-reagenti. La pollinazione parte precocemente, da gennaio a maggio: la prevalenza di sensibilizzazione può raggiungere il 15%. 

IL PERICOLO AMBROSIA  
«In Lombardia - aggiunge il Dr. Ariano - particolarmente insidiosa è l’ambrosia, della famiglia delle Compositae, che fiorisce nei mesi estivi, tra agosto ed ottobre, ed ha un potere asmogeno rilevante. Purtroppo si tratta di una pianta spontanea che si sviluppa nei terreni incolti, sopratutto nel Varesotto e nei pressi dell’aeroporto di Malpensa. Una pianta particolarmente critica perché é cresciuta molto negli ultimi anni, anche per via dell’inquinamento». 

ALLERGIE E CAMBIAMENTI CLIMATICI  
Si stima che un cambio di mezzo grado di più della temperatura fa aumentare da 10 a 100 volte la quantità dei pollini nell’aria di conseguenza aumentano da 10 a 100 volte le persone che soffrono di allergie durante la primavera. E’ per questo che la loro presenza raggiunge il culmine all’inizio dell’estate: con un aumento costante della temperatura del pianeta ci saranno sempre di più inverni miti, primavere precoci estati più calde e di conseguenza maggiore quantità di pollini in atmosfera e di Acari nelle nostre case (causa la maggiore umidità) e alla fine più persone che soffrono di allergie respiratorie e cutanee, come rinite, asma ed eczema. Basti pensare ai pazienti che soffrono di allergie respiratorie nel periodo primaverile per i pollini che sono prodotti dalle piante in primavera e non inverno quando la temperatura è più bassa. 

FONTE: lastampa.it

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