lunedì 16 maggio 2016

Le “superpillole” sono troppo care, adesso è boom di quelle taroccate

I prezzi dei farmaci salvavita hanno prezzi elevatissimi. L’allarme dagli Usa: un medicinale su dieci è contraffatto

Le nuove super pillole dai prezzi astronomici spingono il business dei farmaci taroccati. Un medicinale su dieci è contraffatto, dice la potente Fda, la Food and Drugs Administration americana. E se prima il mercato criminale puntava su pillole blu del sesso e integratori, ora l’offerta si orienta sui farmaci essenziali, come le medicine antitumorali, cardiovascolari, contro le malattie psichiatriche o le leucemie. Del resto non potrebbe essere che così, visto il listino prezzi dei nuovi “salvavita”. Il Sofosbuvir che sradica il virus dell’epatite C è a carico dello Stato solo per i malati in condizioni già gravissime. Tutti gli altri se non vogliono diventarlo dovrebbero sborsare qualcosa come 74 mila euro.  

RISCHIO CRAC  
I nuovi potenti anti-tumorali, che agiscono puntando sul nostro sistema immunitario, in Usa sono già sul mercato a oltre 100 mila dollari per ciclo terapeutico. Da noi si temporeggia per evitare che il nostro sistema sanitario faccia crac. Del resto pur con limitazioni e ritardi nelle autorizzazioni al commercio i colossi multinazionali di Big Pharma con i soli medicinali oncologici hanno fatto lievitare la spesa farmaceutica mondiale di 100 miliardi di dollari. 

Così per aggirare il caro-farmaci i pirati della pillola fanno anche loro affari d’oro, come rivela l’inchiesta condotta da Petrolio, in onda stasera su Rai 1. Secondo l’Ocse il mercato nero dei farmaci muove oramai qualcosa come 200 miliardi di dollari ogni anno. Un traffico che viaggia soprattutto on-line. Su 40 mila farmacie in rete, rivela l’Aifa, l’Agenzia del farmaco italiana, il 99,4% è illegale e un medicinale su due venduto sul web è falso. E la contraffazione si espande anche in Italia. 

«Oggi siamo sicuramente sopra il 3% di persone che dichiarano di acquistare on line i farmaci, quindi almeno 2 milioni di persone sono esposte a pericolo», dichiara Domenico Di Giorgio, che dirige l’Unità contraffazione all’Aifa. «Oggi cominciamo ad avere un problema con i prodotti di nuova generazione, che sono molto costosi e che così ritroviamo su internet. Un business facile perché magari basta piazzare una sola scatola, visto che arrivano a costare 200mila euro», rivela Giorgi. 

IL SEGRETO 
Ma cosa c’è dentro le pillole taroccate? Nel 32 per cento acqua fresca, nel 21% un principio attivo sbagliato, nel 20% una quantità non corretta e nell’8,5% dei casi impurità e contaminazioni. E qui tocchiamo un’altra nota dolente. Almeno un prodotto su dieci è contaminato, denunciano i produttori italiani dei principi attivi, ossia delle molecole che fanno di una pillola un farmaco. Medicinali prodotti dalla grande industria, regolarmente autorizzati dalle autorità competenti ma con principi attivi “impuri”, acquistati a basso costo da Paesi soprattutto asiatici, dove il massimo del controllo previsto sono le autocertificazioni di chi li produce. «Il mercato europeo è invaso per circa il 70% da principi attivi che provengono da Paesi come Cina ed India dove gli impianti, in gran parte, non sono ispezionati da autorità europee o americane e non è azzardato ritenere che oltre il 10% dei prodotti in circolazione sia composto da sostanze non conformi alle norma di buona fabbricazione europee e non perfettamente rispondenti alle specifiche e al profilo delle impurezze richieste», denuncia Gian Mario Baccalini, Presidente di Aschimfarma (Federchimica, che associa i produttori di principi attivi.  

«Di norma - spiega - un principio attivo è puro al 95 per cento mentre circolano confezioni con sostanza pure solo al 70% e che hanno un rischio tossicologico elevato». Come dire che non si può acquistare tranquilli nemmeno in farmacia. 

FONTE: Paolo Russo (lastampa.it)


Nessun commento: