mercoledì 4 maggio 2016

Rinite allergica: arriva l’antistaminico a doppia azione

Ne soffrono 6,5 milioni di italiani. Tra pollini e polvere, risultano compromessi sonno e attività quotidiane. Attenzione all’assuefazione ai farmaci e a i danni alle mucose

Con l’arrivo della bella stagione sono in agguato anche le allergie respiratorie. A soffrire di rinite allergica sono ben 6,5 milioni di italiani, il 12,5% della popolazione. Sintomi fastidiosi come occhi gonfi e arrossati, ma anche naso chiuso che rende difficile la respirazione, interferiscono con il sonno e condizionano la vita quotidiana.  

Per colpa della congestione nasale, secondo il Progetto Aria, si riducono del 40 per cento le proprie performance scolastiche e lavorative. «Le malattie allergiche colpiscono 30 italiani su 100 e sono più che raddoppiate in meno di 30 anni. I pazienti con la rinite si lamentano spesso per la congestione nasale perché pur non essendo un sintomo grave incide fortemente sulla qualità della vita e, in particolare, sul rendimento durante il giorno» dice Oliviero Rossi, allergologo della struttura di immunoallergologia dell’Azienda Universitaria Careggi di Firenze.  

«Così si è spinti a cercare una soluzione rapida come i decongestionanti nasali che insieme ad un sollievo immediato dei sintomi associati alla rinite potrebbero innescare dipendenza: più si usano e più si sente il bisogno di doverli usare, provocando talvolta danni anche seri alla mucosa nasale».  

Una nuova terapia: antistaminico più decongestionante  
Oggi, spiega l’allergologo, è a disposizione di questi pazienti una nuova terapia d’attacco che consiste in una compressa 2 in 1: un antistaminico (desloratadina) e un decongestionante (pseudoefedrina solfato) per liberare il naso. «In poche ore, e per un periodo massimo di cinque giorni, ci si libera di questo sintomo. Ecco perché la compressa 2 in un 1 può rappresentare una buona soluzione, in particolare in quei pazienti in cui domina la congestione nasale. Studi clinici rigorosi hanno evidenziato che questa terapia d’attacco presa per un massimo di 5 giorni è efficace e non provoca effetti collaterali significativi».  

All’origine della rinite allergica  
Occorre tuttavia ricordare che si deve sempre chiedere consiglio al medico sulla necessità di eseguire gli opportuni accertamenti allergologici per impostare un’adeguata terapia di «fondo» della rinite allergica. Nessun rinitico è al sicuro: a causa dei cambiamenti climatici le riniti non seguono più il calendario e così le stagioni dei pollini sono più lunghe, ci sono rifioriture impreviste, e di conseguenza i sintomi durano più a lungo. Attenzione anche ai temporali primaverili ed estivi che invece di dare sollievo sono nemici degli allergici in quanto «frantumano» i granuli dei pollini facilitando l’insorgenza dei sintomi». La rinite può essere una minaccia soprattutto in quei pazienti già allergici ad altre sostanze. «E così oltre ai pollini, per esempio, attenzione alla polvere soprattutto quando con l’avvicinarsi delle vacanze si riaprono le case al mare restate chiuse per mesi. Bisogna sempre portare con sé la terapia». 

FONTE: lastampa.it


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