venerdì 20 maggio 2016

Sifilide in aumento fra gli uomini in Europa

L’infezione genitale è dovuta al batterio Treponema pallidum. Causa ulcere ed escoriazioni e facilita la trasmissione dell’Hiv. Italia in controtendenza, con il tasso più basso di casi

Lungi dallo scomparire, i casi di sifilide continuano ad aumentare tra i maschi europei adulti. La buona notizia è che il nostro paese ha il tasso più basso di incidenza rispetto agli altri 28 presenti nell’ultimo Rapporto epidemiologicodel Centro europeo di controllo delle malattie (Ecdc). 

Nel 2014 sono stati 24.541 i casi riportati in 29 paesi europei, per un tasso di 5,1 casi ogni 100mila abitanti. L’Italia, in controtendenza, dal 2010 ha registrato un calo importante dei casi, soprattutto dopo il picco (1236) del 2013, arrivando a 388 nel 2014, con 0,6 casi ogni 100mila abitanti.  

CHE COS’È LA SIFILIDE  
La sifilide è una malattia sessualmente trasmessa. Chiamata anche «male francese» (e dai francesi «male di Napoli»), l’infezione genitale è dovuta al batterio Treponema pallidum, causa ulcere ed escoriazioni e facilita la trasmissione dell’Hiv (alza da 2 a 5 volte la probabilità). La trasmissione è piuttosto facile e può avvenire anche tramite qualunque contatto cutaneo con le zone infette. Se diagnosticata tempestivamente, può essere curata con successo con trattamento antibiotico. 

IL RITORNO DELLA SIFILIDE IN EUROPA: L’IMPENNATA  
Secondo il rapporto Ecdc, quasi i due terzi dei casi (63%) sono stati registrati tra uomini che hanno avuto rapporti omosessuali. Nei maschi il tasso è sei volte maggiore rispetto a quello femminile. In molti paesi la diffusione della malattia ha subito un’impennata tra il 2010 e 2014, con un raddoppio dei casi in Belgio, Francia, Germania, Islanda, Irlanda, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Portogallo e Regno Unito.  

IN EUROPA, UNO SU TRE HA PIÙ DI 45 ANNI  
I più colpiti sono gli adulti: un caso su tre riguarda chi ha più di 45 anni. I più giovani, tra 15 e 24 anni, costituiscono solo il 13% dei casi, anche se di recente proprio l’Ecdc aveva sottolineato un aumento dei casi tra i giovani probabilmente dovuto alla sottostima delle malattie sessualmente trasmissibili e al calo di sensibilizzazione in questa fascia d’età verso la prevenzione e l’utilizzo del preservativo. Tra il 2004 e il 2014, è comunque diminuito il numero complessivo di casi tra gli under 35, mentre è aumentato quello degli over 35, il in particolare tra coloro con più di 45 anni (passati dal 18% dei casi al 30%). 

FONTE: Nicla Pancera (lastampa.it)

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