sabato 28 maggio 2016

Super batterio resiste a tutti gli antibiotici, colpita donna negli Usa

Per la prima volta negli Stati Uniti trovato in una donna una specie di «escherichia coli» che non reagisce neppure ai trattamenti più potenti. I primi casi già segnalati in Cina

Per la prima volta è arrivato negli Stati Uniti un super-batterio resistente a qualsiasi tipo di antibiotici: a lanciare l’allarme gli scienziati del Dipartimento alla Difesa Usa, che hanno individuato la specie di «escherichia coli» nelle urine di una donna di 48 anni della Pennsylvania. Il dettaglio più allarmante è che l’agente patogeno in questione - spiega il rapporto pubblicato sulla rivista della Società americana di microbiologia «Antimicrobial Agents and Chemotherapy» -è resistente persino all’antibiotico di ultima generazione «colistin». La colistina infatti è considerata l’ultima spiaggia degli antibiotici e se un batterio riesce a sopravvivere anche a questa è impossibile fermarlo. Potrebbe essere, scrivono i media americani, «la fine della strada» per gli antibiotici.

Il batterio degli incubi»
Il rapporto non rende nota la condizione della donna portatrice del batterio, ma spiega che esperti dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) stanno indagando sulle modalità in cui la paziente avrebbe contratto il micro-organismo. Tra le possibilità anche quella di una ospedalizzazione. Gli esperti del Cdc stanno lavorando con le autorità della Pennsylvania intervistando la paziente (che, secondo il New York Timesstarebbe bene) e i familiari per capire come la donna possa essere stata colpita dal batterio e identificare ulteriori contagiati. Questo particolare agente patogeno è stato definito dagli esperti «il batterio degli incubi», che in alcuni casi può arrivare ad uccidere il 50% delle persone che ne vengono contagiate. La scoperta - scrivono gli autori dello studio «preannuncia la comparsa di un batterio davvero resistente ai farmaci». Anche perché il Dna del «Super batterio», con il gene Mcr-1, può diffondersi rapidamente tra le specie. Secondo Thomas Frieden, direttore dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie degli Usa: «La preoccupazione è alta. Possiamo dire che già oggi per alcuni pazienti l’armadietto dei medicinali è vuoto. Può essere la fine per gli antibiotici, se non agiamo con urgenza».

FONTE: corriere.it

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