sabato 16 luglio 2016

8 cose che (forse) non sai sull'abbronzatura


Come e quando ci si può esporre al sole senza rischi? Vanno bene le protezioni solari dell'anno scorso? Sotto all'ombrellone si è sicuri? E qual è il tuo fototipo?

Dopo le vacanze la sfoggeremo con orgoglio, ma in termini scientifici l'abbronzatura è, a tutti gli effetti, il modo in cui il nostro corpo si difende dal sole (attraverso la melanina, un pigmento prodotto quando ci esponiamo ai raggi solari, che ci protegge dalle radiazioni ultraviolette). Quali sono allora le regole per "scoprirsi" in sicurezza? Come evitare scottature e altre pericolose conseguenze. 

No alle creme dell'anno scorso! Se è rimasta la protezione solare dell'ultima estate nell'armadietto, la si può "riciclare"? Meglio di no. Le creme solari durano in genere 12 mesi dall'apertura, e solo se conservate in condizioni ottimali. Se le si lascia sotto il sole, nella sabbia o mezze aperte, i filtri solari che contengono si degradano molto più facilmente, e la loro efficacia non è più garantita. 

Non sei "al sicuro" neanche sotto l'ombrellone. Anche quando siamo all'ombra riceviamo più del 50% di tutti i raggi ultravioletti, a causa del riverbero sulla sabbia e sull'acqua, e della radiazione diffusa. È quindi necessario mettersi la crema sempre, persino quando riposiamo sotto all'ombrellone. Vale anche se il meteo è incerto: i raggi UV passano infatti attraverso le nuvole.

Tieni d'occhio l'orologio. L'irraggiamento e l'intensità dei raggi UVB (i più pericolosi, perché responsabili delle ustioni e dell'invecchiamento della pelle, e perché aprono la strada ai melanomi) sono massimi tra le 11:00 e le 16:00. Evitando di esporsi al sole in questa fascia oraria si riducono in modo significativo i rischi di scottature e tumori cutanei.

FONTE: focus.it

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