domenica 10 luglio 2016

La sonda Juno ha raggiunto Giove. A bordo, molta scienza made in Italy


Giove, eccomi arrivata! La conferma dell’arrivo nell’orbita prevista attorno al gigante gassoso del nostro sistema solare, da parte della sonda spaziale JUNO, è arrivato al centro controllo missione questa mattina alle 5.53 ora italiana.  

Si trattava di impartire da Terra un comando dalla sigla “’ji4040”. Era stato fatto cinque giorni fa: non era l’unico (ce n’erano altri tre), ma era importante, perché era quello dell’attivazione di una sorta di pilota automatico nella sonda spaziale Juno.  
Il segnale aveva impiegato circa 48 minuti per coprire gli 860 milioni di chilometri che separano l’antenna di Goldstone del Deep Space Network (California) dalla sonda Juno, che da allora ha “coperto” lo spazio (interplanetario) necessario per inserirsi nella sua orbita polare attorno a Giove. 

CINQUE ANNI E 3 MILIARDI DI CHILOMETRI  
La Juno, alimentata dai suoi tre grandi pannelli solari, ha raggiunto il suo traguardo planetario, dopo un viaggio durato cinque anni, sin da quando un razzo vettore Atlas V non l’aveva lanciata nello spazio, partendo dalla base del Kennedy Space Center, in Florida.  

Grande euforia al Centro Nasa Jet Propulsion Laboratory, di Pasadena, che segue da terra e gestisce tutte le operazioni della missione. Ma grande entusiasmo anche fuori dagli Stati Uniti, perché Juno reca a bordo apparati scientifici (11, in tutto) realizzati da altre nazioni, due dei quali realizzati da centri di ricerca e aziende italiane.  

FONTE: Antonio Lo Campo (lastampa.it)

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