sabato 2 luglio 2016

L'Italia in prima fila per realizzare uno spazioporto

Primo passo l'accordo fra Enac e Asi con agenzia aviazione Usa


L'Italia è in prima fila in Europa per 'aprire' ai voli del futuro, da quelli suborbitali capaci di collegare Roma e New York in un'ora fino al turismo spaziale. Ad aprire la via è il memorandum di cooperazione firmato oggi a Roma dal presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Roberto Battiston, e dal vicedirettore generale dell'Ente Nazionale Aviazione Civile (Enac), Benedetto Marasà, con George Nield, direttore associato per il Trasporto spaziale commerciale dell'Agenzia federale degli Stati Uniti per l'Aviazione (Faa).

L'incontro, al quale ha partecipato il responsabile per le attività spaziali del ministero degli Affari Esteri, Fabrizio Nicoletti, è stato organizzato da Roberto Vittori, astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa), generale di brigata dell'Aeronautica Militare e addetto per le attività spaziali presso l'Ambasciata Italiana a Washington. "L'aerospazio è destinato a un'evoluzione analoga a quella del trasporto aereo", ha rilevato Vittori.

"Impossibile prevedere i tempi per realizzare uno spazioporto in Italia, potrebbero essere necessari da 3 a 5 anni: tutto dipende dal sistema di reazioni a livello politico, tecnologico e dell'industria capaci di porre l'attenzione su questo tema", ha detto Battiston a margine dell'incontro.
L'industria, dal canto suo è decisamente interessata: "abbiamo identificato due o tre possibili siti nelCentro e nel Sud Italia", ha detto a margine dell'incontro Vincenzo Giorgio, amministratore delegato della Altec, la società nata dalla collaborazione fra Thales Alenia Space (Thales-Leonardo Finmeccanica) e Asi.
Si apre così anche per il nostro Paese la prospettiva di essere fra i protagonisti di un settore con un volume di affari per miliardi di dollari e che Nield ha definito "un'area quanto mai entusiasmante".

Il primo passo è trovare un'intesa a livello di regolamenti: "Insieme alla Faa e all'Asi ci incontreremo per adeguare regole comuni", ha rilevato Marasà. E' il primo passo per collaborare con i privati attivi in questo campo molti dei quali hanno già contratti con la Nasa, come Virgin GalacticBlue Origin,BigalowSpace X, Orbital Atk.

FONTE: ansa.it


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