martedì 26 luglio 2016

Vaccino antinfluenzale: utile anche per ridurre i ricoveri dovuti a ictus e scompenso cardiaco


Con il vaccino non si previene solo l’influenza. Uno studio britannico dimostra che attraverso di esso è possibile ridurre il numero di ricoveri e abbassare la mortalità del 24%

Chi l’ha detto che i vaccini servono solo ed esclusivamente a prevenire una determinata malattia? Sempre più numerosi studi indicano che questo straordinario strumento di prevenzione, che ha contribuito ad eradicare alcune pericolose patologie, presenta un duplice vantaggio. Da un lato previene lo sviluppo della malattia, dall’altro riduce sensibilmente l’incidenza di altre patologie correlate. Un esempio? Vaccinare contro l’influenza le persone con diabete riduce i ricoveri in ospedale per ictus e scompenso cardiaco e abbassa il tasso di mortalità durante la stagione invernale. A dimostrarlo è uno studio da poco pubblicato sulle pagine del Canadian Medical Association Journal. 

Quando si parla di vaccini la tendenza è spesso quella di associarli alla tenera età. Non è un caso che l’investimento maggiore nelle campagne di vaccinazione riguardi le fasce di età tra gli 0 e i 6 anni. In realtà c’è un’altra grande categoria che necessiterebbe dei vaccini ed è quella degli anziani e delle persone con malattie croniche come il diabete. In particolare, uno strumento ancora poco utilizzato, è il vaccino antinfluenzale. Meno della metà degli anziani, 49,9 persone ogni 100, si è vaccinata (l’anno precedente il tasso era pari a 48,6%, ben lontano dai valori di copertura minimi (75%) e ottimali (95%) raccomandati dal Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale per limitare la circolazione del virus. 

Il vaccino contro l’influenza è offerto gratuitamente in Italia ad over 65, donne incinte e persone con malattie croniche, come il diabete di tipo 2, ma pochi studi ne avevano finora misurato efficacia e benefici. I ricercatori dell’Imperial College di Londra, tra il 2003 e il 2010, hanno preso in esame oltre 124 mila adulti con diabete di tipo 2, circa il 65% dei quali ha ricevuto il vaccino contro l’influenza. Rispetto ai pazienti che non erano stati vaccinati, coloro che avevano ricevuto il vaccino, mostravano una riduzione del 30% dei ricoveri ospedalieri per ictus, del 22% dei ricoveri per scompensi cardiaci e una riduzione del 15% dei ricoveri per polmonite o influenza. Inoltre, avevano complessivamente un tasso di mortalità del 24% inferiore rispetto ai pazienti che non erano stati vaccinati. «La maggior parte dei decessi provocati dall’influenza ogni anno –dichiara Eszter Vamos, uno degli autori dello studio- si verificano in persone con condizioni di salute preesistenti, come il diabete di tipo 2. Questo studio suggerisce che il vaccino può avere notevoli benefici». 

FONTE: Daniele Banfi (lastampa.it)

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