venerdì 29 luglio 2016

Verruche, ecco come prevenirle (e come curarle senza «soffrire»

(Getty Images)

Sono infezioni benigne della pelle, causate dal Papillomavirus e si stima che il 10% della popolazione, soprattutto bambini e giovani, ne soffra almeno una volta nella vita

L'anno scorso, in primavera, ho dovuto curare alcune verruche sotto la pianta dei piedi. Il dermatologo me le ha «bruciate» con l’azoto liquido: è stato dolorosissimo e non è servito, alcune settimane dopo erano di nuovo presenti. Ho poi risolto il problema con un unguento che ho spennellato sulle lesioni per parecchio tempo. Ora ho il terrore - tra piscina, mare e vacanze alle terme - di contrarle di nuovo. Cosa posso fare per prevenirle? Mi hanno anche detto che ho avuto questo problema (per la prima volta in vita mia) perché avevo le difese immunitarie basse, è vero?

Le verruche cutanee sono infezioni benigne della pelle, molto diffuse, causate dal Papillomavirus (o Hpv) e si stima che il 10 per cento della popolazione, soprattutto bambini e giovani adulti, ne soffra almeno una volta nella vita. Il rischio di infettarsi aumenta notevolmente quando il nostro sistema immunitario è compromesso, per esempio in pazienti con malattie gravi, o molto debilitati. Il virus può penetrare nella nostra pelle per via diretta, attraverso abrasioni o escoriazioni della cute anche di lieve entità, o indiretta, se si viene in contatto con superfici contaminate in un ambiente caldo-umido che favorisce la sopravvivenza del virus in forma attiva (come può accadere in palestre, piscine o saune). Per questo è meglio indossare sempre calzature adeguate nelle docce di questi luoghi ed evitare lo scambio di oggetti di toilette potenzialmente infetti (come forbicine o rasoi).

Nelle narici o sulle labbra
Altra modalità di contagio, molto frequente in età pediatrica, è l’auto-inoculazione: nei bambini si possono osservare verruche nelle narici o sulle labbra per il vizio di introdurre le dita venute a contatto con il virus nel naso e in bocca. Esiste, poi, anche un rischio professionale legato sia alla manipolazione della carne cruda che contiene una proteina che favorisce la penetrazione del virus (verruche dei macellai ), sia a una macerazione della pelle indotto dall’uso continuo di acqua (tipico, per esempio, dei baristi). Le verruche sono generalmente facilmente riconoscibili e spesso sono molto dolorose, come quelle a carico della lamina ungueale o sotto la pianta del piede. La diagnosi è generalmente agevole e si basa sul loro riconoscimento clinico, solo in casi dubbi si può ricorrere all’utilizzo di un dermatoscopio, che consente rapidamente e senza dolore di evidenziare delle peculiarità utili alla loro rapida identificazione.

FONTE: corriere.it

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