giovedì 29 settembre 2016

La Nasa scopre la nuvola impossibile su Titano



Gli scienziati della missione Cassini ne hanno analizzato la composizione: si tratta di una sostanza che non si trova in sufficienti quantità nell’atmosfera del satellite di Saturno

“La nuvola impossibile”. È questo il nome che gli scienziati della Nasa hanno dato all’ultima scoperta della missione Cassini (partita nel 1997): una nuvola ghiacciata nell’atmosfera di Titano, il più grande satellite naturale di Saturno nonché uno dei corpi rocciosi più massicci dell’intero sistema solare. Questa luna è stata scoperta dall’astronomo olandese Christiaan Huygens nel 1655.  

In realtà, non è la prima volta che la Nasa individua una nuvola impossibile. Formazioni del genere erano infatti state osservate dalla missione Voyager 1, decine di anni fa. Per l’identificazione, Cassini si è servita dello spettrometro a infrarossi CIRS, in grado di individuare nella stratosfera di Titano le tracce dei singoli composti chimici. È stata così riscontrata la presenza di dicianoacetilene (C4N2), un composto dell’azoto (presente per il 95% nell’atmosfera del satellite) e del carbonio che colora l’atmosfera di arancione. 

Ma perché questa nuvola è impossibile? Come ci insegnano già dalle elementari, sulla Terra la formazione delle nuvole è data dai cicli di condensazione e di evaporazione dell’acqua. Su Titano invece tutto dipende dal metano, ma il processo è analogo. Nel caso del dicianoacetilene, però, gli scienziati sono rimasti spiazzati: «La comparsa di questa nuvola ghiacciata - dichiara Carrie Anderson, prima firmataria della ricerca - contrasta con tutto ciò che conosciamo sulla formazione delle nuvole di Titano». Secondo la Nasa servirebbe una quantità cento volte superiore di vapore di C4N2 per giustificare la presenza della nuvola di ghiaccio osservata da Cassini. I ricercatori hanno così proposto una spiegazione alternativa alla condensazione, facendo riferimento a processi chimici che avverrebbero nelle stesse particelle di ghiaccio (gli stessi registrati sulla Terra al di sopra dei due poli). 

Titano è considerato simile alla Terra primordiale, ma con una temperatura molto più bassa. Il clima, che include vento e pioggia di metano, ha creato caratteristiche superficiali simili a quelle presenti sul nostro pianeta (dune, fiumi, laghi e mari). 

In poco meno di vent’anni, la missione Cassini-Huygens, ha raggiunto Saturno dopo 7 anni di viaggio, durante i quali ha percorso oltre 3 miliardi di chilometri, scoprendo 10 lune scoperte, scattando quasi 400 mila immagini e producendo oltre 3500 pubblicazioni scientifiche ricavate dai suoi dati.  

FONTE: Simone Vazzana (lastampa.it)

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