giovedì 24 novembre 2016

Nel 2015 in lieve calo nuove diagnosi hiv, Italia 13/a in Ue

Nel 2015 in lieve calo nuove diagnosi hiv, Italia 13/a in Ue © ANSA

 Iss, il 77% è di sesso maschile con un'età media di 39 anni

In leggero calo le nuove diagnosi di hiv, dopo tre anni. Nel 2015 sono state 3.444 i nuovi casi di sieropositività diagnosticati, con un'incidenza di 5,7 nuovi casi ogni 100mila residenti. Un dato che pone l'Italia al 13/mo posto in Europa. La diminuzione delle nuove diagnosi c'è stata per tutte le modalità di trasmissione tranne che per gli uomini che hanno rapporti omosessuali. Sono alcuni dei dati dell'Istituto superiore di sanità (Iss) sui nuovi casi di hiv e aids fino al 31 dicembre 2015, segnalati sul sito del ministero della Salute.

    L'incidenza più alta di nuovi casi di hiv si è avuta in Lazio, Lombardia, Liguria ed Emilia-Romagna. Chi ha scoperto di essere sieropositivo nel 77,4% dei casi era maschio e con un'età media di 39 anni (36 anni per le donne). L'incidenza più alta è stata osservata nei giovani tra i 25 e 29 anni (15,4 nuovi casi ogni 100.000 residenti).

La maggioranza delle nuove diagnosi di infezione da hiv è attribuibile a rapporti sessuali non protetti (sono l'85,5% di tutte le segnalazioni), e nel 28,8% dei casi ha riguardato persone straniere, con la maggiore incidenza in questo caso in Abruzzo, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. Tra gli stranieri, la quota maggiore di casi è costituita da donne eterosessuali (36,9%), mentre tra gli italiani da maschi che hanno rapporti omosessuali (48,1%). Per quanto riguarda l'aids, dall'inizio dell'epidemia nel 1982 a oggi, sono stati segnalati oltre 68mila casi, di cui più di 43mila sono morti.

Nel 2015 sono stati 789 i nuovi casi di aids diagnosticati, con un'incidenza di 1,4 nuovi casi per 100mila abitanti, un dato in lieve costante e diminuzione negli ultimi tre anni. Nel 2015 poco meno di un quarto delle persone diagnosticate con aids aveva fatto la terapia antiretrovirale prima della diagnosi. Nell'ultimo decennio è aumentata infatti la proporzione delle persone con nuova diagnosi di aids che ignorava la propria sieropositività e ha scoperto di essere sieropositivo nei pochi mesi precedenti la diagnosi di aids, passando dal 20,5% del 2006 al 74,5% del 2015. 

FONTE: ansa.it 

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