lunedì 26 dicembre 2016

Ecco la tecnica di respirazione orientale che cura la depressione

Ricerca dell’Università della Pennsylvania da poco pubblicata sulla rivista scientifica Journal of Clinical Psychiatry. La pratica prevede l’alternanza di respiri lunghi e veloci

Un tecnica di meditazione di origini orientali basata sulla respirazione – chiamata Sudarshan Kriya Yoga – sembra avere un effetto benefico contro la depressione anche nei casi clinici più difficili, come quelli resistenti ai farmaci. A suggerirlo è una recente ricerca dell’Università della Pennsylvania da poco pubblicata sulla rivista scientifica Journal of Clinical Psychiatry. Lo studio ha verificato un importante miglioramento dei sintomi di ansia e depressione in un gruppo di pazienti affetti da depressione maggiore resistente ai farmaci e invitati a cimentarsi in questa pratica per un periodo di tempo limitato.         

Praticato anche in alcuni centri ospedalieri italiani come terapia complementare contro i disturbi depressivi e le dipendenze, il Sudarshan Kriya Yoga è una pratica di meditazione basata sul respiro che prevede l’avvicendarsi di esercizi di respirazione profonda con esercizi di respirazione rapida e intensa, che hanno l’effetto di guidare i praticanti in un profondo stato di quiete consapevole. Alcuni studi condotti in passato hanno dimostrato l’effetto benefico di questa forma di meditazione contro alcune forme di depressione lieve e contro la dipendenza da alcol, tuttavia nessuna ricerca aveva mai esplorato i suoi potenziali effetti sui casi clinici di depressione maggiore.  

Miglioramenti in otto settimane  
Lo hanno fatto oggi i ricercatori dell’Università della Pennsylvania, che hanno arruolato in uno studio 25 pazienti affetti da depressione maggiore e già sottoposti a otto settimane di cure farmacologiche senza alcun miglioramento. La metà di questi era inserita in un gruppo di controllo, mentre gli altri erano invitati a cimentarsi in un training di Sudarshan Kriya Yoga della durata di otto settimane, in un contesto di gruppo e in casa propria. Come risultato, i pazienti che avevano praticato regolarmente la meditazione mostravano un importante miglioramento dei sintomi ansiosi e depressivi al termine delle otto settimane, con un passaggio da 22.0 a 10.27 di punteggio medio nella scala di Hamilton – uno dei test più diffusi per la diagnosi della depressione - e un rispettivo miglioramento di 15.48 punti e 5.19 punti nei test di autovalutazione di Beck per la depressione e l’ansia.  

Ideale come terapia complementare  
«Con una così ampia percentuale di pazienti che non rispondono pienamente agli antidepressivi, è importante identificare nuove strategie che funzionino meglio in ogni persona contro la depressione», ha dichiarato il responsabile dello studio, Anup Sharma. «Qui abbiamo una terapia promettente e a basso costo che può potenzialmente mostrarsi un approccio efficace e non farmacologico per i pazienti nei confronti di questo disturbo».  

Il prossimo passo, secondo il ricercatore statunitense, sarà ora quello di condurre uno studio più ampio su questa pratica e valutare il potenziale impatto sulle funzioni e le strutture cerebrali nei pazienti clinicamente affetti da depressione. 

FONTE: lastampa.it
 

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