domenica 22 gennaio 2017

Staminali cordonali: alcuni casi di trapianti di successo



Per chi soffre di malattie ematologiche, leucemia e patologie infiammatorie, la conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale sta dando una nuova speranza. Da oltre vent’anni infatti queste cellule vengono impiegate per il trattamento di tali patologie e i casi di trapianto di successo sono sempre più numerosi. Vediamone alcuni.


Isla Bond è una bambina che, da quando aveva solo 4 mesi, soffre di una forma molto grave di leucemia. La gravità della sua situazione ha imposto ai suoi genitori di non attendere i risultati di esami di compatibilità con un donatore di midollo osseo. Per questo motivo, Isla si è sottoposta d’urgenza a sedute di chemioterapia; successivamente i medici hanno deciso di asportare il midollo osseo della piccola (in questo modo eliminando le cellule malate) e di procedere con un’infusione di cellule staminali cordonali. A distanza di 11 giorni dall’intervento la salute della bambina è migliorata1 .

Un’altra storia di successo ha come protagonista Jenna Gibson, di soli 9 anni, malata di leucemia mieloide acuta. In casi come questi, reperire un donatore di midollo osseo compatibile richiede molto tempo. I medici del Fred Hutchinson Cancer Research Center hanno quindi suggerito di sottoporre la bambina a un trapianto di cellule staminali cordonali. Secondo quanto dichiarato dal Dottor Colleen Delany, il direttore del centro, il trattamento basato sulle staminali del cordone ombelicale che riguarda un bambino è meno impegnativo e complesso rispetto a quello destinato a un adulto: occorre infatti utilizzare un numero minore di cellule staminali e prendere in considerazione un numero inferiore di indicatori. Proprio per questo, non è stato difficile per i medici reperire in breve tempo un campione di sangue del cordone ombelicale che fosse compatibile con Jenna ed effettuare l’infusione2.

Anche in Cina una bimba di pochi mesi si è sottoposta a un’infusione di sangue cordonale per il trattamento di una rara malattia infiammatoria cronica intestinale; un’operazione che è stata preferita ancora una volta al trapianto di midollo. Si tratta della prima volta in cui sono state utilizzare cellule staminali del cordone ombelicale su una persona affetta da tale malattia. Dopo sei mesi dall’operazione, le condizioni della piccola – che nel frattempo ha compiuto un anno – sono migliorate, tanto che ha potuto lasciare l’ospedale3.

Infine, un’altra storia di speranza ha riguardato un bimbo malato di anemia aplastica associata a epatite (HAAA). In questo paziente una forma di ittero acuta ed epatite aveva provocato un coma epatico. Vista la gravità della situazione, si è scelto di effettuare un’infusione di cellule staminali ematopoietiche ottenute dal sangue cordonale del piccolo, che era stato conservato in una biobanca subito dopo la nascita. Anche in questo caso, il trapianto di staminali del cordone ombelicale non ha avuto conseguenze negative sul paziente né ha generato episodi di rigetto, ma al contrario si è rivelato un efficace trattamento per la patologia4.

A oggi si contano oltre 35mila casi di trapianto di cellule staminali cordonali; un intervento che nei casi che abbiamo raccontato e in molti altri ha migliorato le condizioni di salute di malati affetti da patologie anche molto gravi. Per questo motivo è importante che i futuri genitori si informino correttamente sulla possibilità di conservare le cellule staminali cordonali del proprio bambino e sui suoi vantaggi.

Per conoscere altri casi di successo, in cui le staminali cordonali hanno migliorato la vita dei malati, visita il sito http://www.sorgente.com.

Note
1.Fonte: ABC News.
2. Fonte: perthnow.com.
3. Fonte: zeenews.india.com.
4. Successful treatment of a 3‐year‐old boy with hepatitis‐associated aplastic anemia with combination of auto‐umbilical cord blood transplantation and immunosuppressive therapy Chen Liang, Jialin Wei, Erlie Jiang, Qiaoling Ma, Aiming Pang, Sizhou Feng, Mingzhe Han Transfusion and Apheresis Science 2015 52 2.
5. New York Blood Center's National Cord Blood Program.

articolo a cura di Ufficio Stampa Sorgente

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