domenica 23 aprile 2017

Alcuni consigli utili per affrontare la prima gravidanza




La prima gravidanza è un periodo in cui la donna affronta paure e dubbi legati al suo stato di salute. Seguire uno stile di vita sano e sottoporsi agli esami consigliati dal proprio ginecologo, è un ottimo modo di procedere per monitorare al meglio lo stato di salute della gestante e del feto. Oltre agli esami prenatali non invasivi, ci sono i test diagnostici come l’amniocentesi o la villocentesi.
Nel corso dei nove mesi il fisico della mamma è sottoposto a grandi cambiamenti. Esagerare con le quantità di cibo e calorie può portare a gravi patologie per il bambino e per la madre, come ad esempio il diabete. Tra i primi fattori a cui prestare attenzione durante una gravidanza abbiamo quindi la sana alimentazione. Il giusto apporto di nutrienti, in una dieta sana ed equilibrata, permette alla puerpera di assimilare tutto ciò che serve alla crescita del feto e il giusto apporto di energia per il proprio fisico.

Tutto ciò che viene assimilato dall’organismo della mamma, infatti, viene trasferito al bambino. Per questo motivo sono da bandire, durante gravidanza ed allattamento, fumo ed alcool. I ginecologi raccomandano di interrompere l’assunzione di bevande alcoliche e di smettere di fumare proprio per evitare al feto complicanze serie e gravi malformazioni, oltre che problemi legati all’apparato respiratorio. La sindrome fetale alcolica infatti, provocata da un eccesso di assunzione di bevande alcoliche in gravidanza, è un disturbo che può portare a gravi problemi fisici e mentali. Il fumo, infine, è causa di una minore circolazione del sangue verso il feto e può provocare un parto prematuro. Il piano di screening prenatale consigliato dal ginecologo all’inizio di ogni gravidanza, dovrebbe prevedere anche specifici esami del sangue materno per accertare che la madre sia immune a malattie come la Toxoplasmosi o la Rosolia, o se siano presenti nel suo organismo infezioni virali o malattie. Contratte in gravidanza, queste malattie possono essere molto pericolose per il feto.

Il ginecologo andrebbe consultato dalla puerpera anche per sapere quali medicinali eventualmente assumere, senza che questi causino danni al bambino. Il fai da te, nell’assunzione dei farmaci durante una gravidanza, andrebbe evitato. In caso di patologie croniche che costringano ad assumere regolarmente farmaci, la mamma può sempre chiedere consiglio al medico che pianificherà una terapia che non mette in pericolo la salute del nascituro.
Infine, anche l’età della neomamma e la sua familiarità con patologie di origine genetica possono influenzare la salute del bambino. Avere familiari con mutazioni cromosomiche o genetiche, o aver superato la soglia dei 35 anni, sono fattori che aumentano il rischio di anomalie cromosomiche nel feto. Il ginecologo di fiducia, o un esperto genetista, possono consigliare alla mamma quali test di screening prenatale eseguire.
Gli esami di diagnosi prenatale invasivi come l’amniocentesi o la villocentesi, forniscono risultati sullo stato di salute del nascituro certi al 100%. Possono però comportare un rischio di aborto dell’1%¹.
Il Test del DNA fetale è un esame di screening prenatale non invasivo che non provoca aborto e con un elevato grado di affidabilità nell’individuazione di anomalie cromosomiche. Analizzando il sangue materno, il test del DNA fetale individua i frammenti di DNA del feto presenti in esso e scopre se sono presenti anomalie cromosomiche quali la trisomia 21 e la Sindrome di Edwards, rilevate con una percentuale di probabilità del 99%².
Per saperne di più sul test del DNA fetale: www.testprenataleaurora.it

Fonti:
1. Medicina dell'età prenatale: Prevenzione, diagnosi e terapia dei difetti congeniti e delle principali patologie gravidiche Di
Antonio L. Borrelli,Domenico Arduini,Antonio Cardone,Valerio Ventrut
2. Poster Illumina ISPD_2014 Rev A

FONTE: Ufficio stampa Sorgente Genetica  ( www.sorgente.com )



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