domenica 2 aprile 2017

Conservazione delle cellule staminali cordonali: cos’è e come è fatta una biobanca




Sempre più spesso si parla di conservazione o donazione cordone ombelicale. Le cellule staminali cordonali racchiudono un grande potenziale terapeutico e già oggi sono utilizzate nel trattamento di oltre 80 patologie. Il Ministero della Salute ha riconosciuto l’utilità terapeutica di queste cellule e, tramite il decreto legislativo del 18 Novembre 20091.

La conservazione del sangue del cordone ombelicale avviene in apposite strutture chiamate biobanche. È, quindi, molto importante capire cosa sono, come sono fatte e come avviene il processo di conservazione.

La biobanca è una struttura dedicata alla conservazione di campioni biologici provenienti dall’uomo, come il sangue cordonale che contiene le cellule staminali. Questi campioni possono essere crioconservati per anni e utilizzati in caso di necessità terapeutica.

Le biobanche devono rispettare rigorosi standard di qualità per la conservazione dei campioni e seguire le corrette procedure per garantire che il campione sia idoneo ad essere trapiantato.

Il campione di sangue del cordone ombelicale quando arriva nella biobanca viene sottoposto a dei passaggi fondamentali per la sua corretta conservazione. Il campione viene portato presso il laboratorio di ricezione e qui la sacca contenente il sangue cordonale viene registrata nel database della biobanca (anche con l’uso di codice a barre) riportando alcuni dati come il nome del donatore, la data di arrivo e il volume del campione.

In seguito il sangue cordonale viene portato nel laboratorio di ematologia, dove si eseguono dei test su un piccolo campione prelevato dalla sacca per verificare la qualità del sangue. Questi esami preliminari vengono eseguiti per rilevare la presenza di malattie infettive (come epatite B o C), il gruppo sanguigno del bambino e il conteggio tramite microscopio delle cellule nucleate, comprese le staminali.

Il sangue del cordone ombelicale viene processato in una stanza sterile e sottoposto ad altri test di qualità. Una volta terminate le analisi, il sangue viene inserito in una sacca destinata alla crioconservazione contenente un agente crioprotettivo che protegge le cellule dal congelamento.

La crioconservazione avviene all’interno di biocontainers tramite l’utilizzo di azoto in forma gassosa o liquida. Il campione, in seguito ad una diminuzione graduale della temperatura, arriva a -196°C.  Evidenze scientifiche hanno dimostrato che un campione di sangue cordonale può essere crioconservato per oltre 24 anni mantenendo inalterate le capacità proliferative e differenziative delle staminali che contiene2.

Per scoprire com’è al suo interno una biobanca potete cliccare QUI per un tour virtuale (QUI per la versione mobile).

Per ulteriori informazioni sulla conservazione delle staminali del cordone ombelicale: www.sorgente.com

Fonti:
1. Decreto ministeriale 18 novembre 2009
2. Broxmeyer, H.E. et al. Hematopoietic stem/progenitor cells, generation of induced pluripotent stem cells, and isolation of endothelial progenitors from 21- to 23.5-year cryopreserved cord blood. Blood. 117:4773- 4777.

FONTE: 

Antonella Lobraico
Responsabile Digital Communication SORGENTE ( www.sorgente.com )

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