lunedì 30 gennaio 2017

Nel 2020 un rover della Nasa su Marte in cerca di vita


La decisione definitiva in febbraio


Raccogliere campioni di aria, rocce e terreno marziani da riportare in futuro a Terra in cerca di tracce di vita. Potrebbe essere uno degli obiettivi del prossimo rover della Nasa 'gemello' di Curiosity dei cui dettagli si decidera' entro febbraio. Il lancio e' previsto nel 2020, lo stesso anno della seconda fase di ExoMars, la missione di Europa e Russia che cerchera' tracce di vita nel sottosuolo. 

I campioni marziani
"Uno dei grandi obiettivi dell'esplorazione di Marte - ha spiegato Enrico Flamini, responsabile scientifico dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) - e' quello di riuscire a riportare a Terra dei campioni e poterli analizzare qui, nei laboratori terrestri". Un traguardo fondamentale non solo per riconoscere l'eventuale presenza di forme di vita unicellulari, limitata finora dalla difficolta' di poter trasportare in voli spaziali grandi laboratori mobili, ma anche per dimostrare di essere capaci di poter inviare e poi far tornare a casa astronauti. "Ma portare in una sola missione un rover capace di prelevare campioni e riportarli a Terra non e' possibile" ha sottolineato Flamini. "Peserebbe troppo - ha precisato - per questo bisogna lavorare per passi. Il primo e' prendere i campioni, poi farli decollare da Marte e infine portarli a Terra". 

FONTE: ansa.it

martedì 24 gennaio 2017

Masticare bene il cibo aiuta il sistema immunitario



Masticare bene il cibo aiuta il sistema immunitario © Ansa


Stimola produzione di linfociti Th17, proteggendoci da infezioni

Masticare il cibo correttamente, non solo aiuta la digestione, ma rafforza il sistema immunitario e aiuta a proteggerci da infezioni di funghi e batteri. E' la scoperta fatta da un team di ricercatori della University and National Institutes of Health negli Stati Uniti, che ha rivelato come un tipo specifico di cellule immunitarie, i linfociti Th17, viene stimolato proprio quando si mastica.
Il sistema immunitario ha lo scopo di bloccare agenti patogeni nocivi e tollerare la presenza di normali batteri amici. E' noto che, in questo compito, viene aiutato da una sana alimentazione. Tuttavia, non solo cosa mangiamo, ma anche come mangiamo sembra avere un peso. In altre parti del corpo, come l'intestino e la pelle, la presenza di cellule immunitarie è stimolata dalla presenza di batteri e si era supposto che accadesse così anche nella bocca. I ricercatori hanno invece scoperto che il cavo orale ha un diverso modo di stimolare i linfociti Th17: sono stati infatti in grado di stimolarne un aumento nei topi, semplicemente cambiando la durezza del loro cibo, dimostrando così che la masticazione è stato il fattore determinante. In particolare, ad attivare le cellule Th17 sarebbero i "danni causati dalla abrasione delle gengive derivata dal masticare", commenta il biologo dell'Università di Manchester Joanne Konkel, primo autore della ricerca pubblicata sulla rivista Immunity. Secondo Konkel "la comprensione dei fattori che regolano l'immunità nella barriera orale potrebbe portare a nuovi modi per curare diverse malattie infiammatorie".

FONTE: ansa.it

domenica 22 gennaio 2017

Staminali cordonali: alcuni casi di trapianti di successo



Per chi soffre di malattie ematologiche, leucemia e patologie infiammatorie, la conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale sta dando una nuova speranza. Da oltre vent’anni infatti queste cellule vengono impiegate per il trattamento di tali patologie e i casi di trapianto di successo sono sempre più numerosi. Vediamone alcuni.


Isla Bond è una bambina che, da quando aveva solo 4 mesi, soffre di una forma molto grave di leucemia. La gravità della sua situazione ha imposto ai suoi genitori di non attendere i risultati di esami di compatibilità con un donatore di midollo osseo. Per questo motivo, Isla si è sottoposta d’urgenza a sedute di chemioterapia; successivamente i medici hanno deciso di asportare il midollo osseo della piccola (in questo modo eliminando le cellule malate) e di procedere con un’infusione di cellule staminali cordonali. A distanza di 11 giorni dall’intervento la salute della bambina è migliorata1 .

Un’altra storia di successo ha come protagonista Jenna Gibson, di soli 9 anni, malata di leucemia mieloide acuta. In casi come questi, reperire un donatore di midollo osseo compatibile richiede molto tempo. I medici del Fred Hutchinson Cancer Research Center hanno quindi suggerito di sottoporre la bambina a un trapianto di cellule staminali cordonali. Secondo quanto dichiarato dal Dottor Colleen Delany, il direttore del centro, il trattamento basato sulle staminali del cordone ombelicale che riguarda un bambino è meno impegnativo e complesso rispetto a quello destinato a un adulto: occorre infatti utilizzare un numero minore di cellule staminali e prendere in considerazione un numero inferiore di indicatori. Proprio per questo, non è stato difficile per i medici reperire in breve tempo un campione di sangue del cordone ombelicale che fosse compatibile con Jenna ed effettuare l’infusione2.

Anche in Cina una bimba di pochi mesi si è sottoposta a un’infusione di sangue cordonale per il trattamento di una rara malattia infiammatoria cronica intestinale; un’operazione che è stata preferita ancora una volta al trapianto di midollo. Si tratta della prima volta in cui sono state utilizzare cellule staminali del cordone ombelicale su una persona affetta da tale malattia. Dopo sei mesi dall’operazione, le condizioni della piccola – che nel frattempo ha compiuto un anno – sono migliorate, tanto che ha potuto lasciare l’ospedale3.

Infine, un’altra storia di speranza ha riguardato un bimbo malato di anemia aplastica associata a epatite (HAAA). In questo paziente una forma di ittero acuta ed epatite aveva provocato un coma epatico. Vista la gravità della situazione, si è scelto di effettuare un’infusione di cellule staminali ematopoietiche ottenute dal sangue cordonale del piccolo, che era stato conservato in una biobanca subito dopo la nascita. Anche in questo caso, il trapianto di staminali del cordone ombelicale non ha avuto conseguenze negative sul paziente né ha generato episodi di rigetto, ma al contrario si è rivelato un efficace trattamento per la patologia4.

A oggi si contano oltre 35mila casi di trapianto di cellule staminali cordonali; un intervento che nei casi che abbiamo raccontato e in molti altri ha migliorato le condizioni di salute di malati affetti da patologie anche molto gravi. Per questo motivo è importante che i futuri genitori si informino correttamente sulla possibilità di conservare le cellule staminali cordonali del proprio bambino e sui suoi vantaggi.

Per conoscere altri casi di successo, in cui le staminali cordonali hanno migliorato la vita dei malati, visita il sito http://www.sorgente.com.

Note
1.Fonte: ABC News.
2. Fonte: perthnow.com.
3. Fonte: zeenews.india.com.
4. Successful treatment of a 3‐year‐old boy with hepatitis‐associated aplastic anemia with combination of auto‐umbilical cord blood transplantation and immunosuppressive therapy Chen Liang, Jialin Wei, Erlie Jiang, Qiaoling Ma, Aiming Pang, Sizhou Feng, Mingzhe Han Transfusion and Apheresis Science 2015 52 2.
5. New York Blood Center's National Cord Blood Program.

articolo a cura di Ufficio Stampa Sorgente

sabato 21 gennaio 2017

Rosolia in gravidanza: pericoli e prevenzione





Generalmente, molte malattie infettive, come varicella, rosolia e morbillo, vengono contratte con maggiore incidenza nel corso dell’infanzia. Tuttavia può capitare che alcuni virus colpiscano anche in età adulta, risultando in alcuni casi pericolosi. In particolare, la rosolia in gravidanza può avere un grosso impatto nello sviluppo fetale. Test di screening prenatale (come il test del DNA fetale) e controlli regolari sono fondamentali per tenere sotto controllo lo stato di salute della madre e del feto.

La rosolia è una malattia infettiva virale causata dal Rubivirus che si manifesta con la comparsa di piccole macchie rosacee sulla pelle, simili a quelle che compaiono con il morbillo o la scarlattina. Viene trasmessa per via aerea, attraverso starnuti, tosse e goccioline di saliva emesse parlando e ha un tempo di incubazione di circa 2-3 settimane1. Dopo questo periodo compare l'esantema cutaneo, inizialmente su viso e collo e successivamente sul resto del corpo, e può rimanere per 5-10 giorni. In alcuni casi possono presentarsi mal di testa, febbre, ingrossamento dei linfonodi e raffreddore. Tuttavia, nel 50% dei casi i sintomi sono blandi e la malattia passa inosservata.

Se la rosolia viene contratta durante la gravidanza, può portare allo sviluppo di gravi problemi di salute nel feto. Il bambino può essere colpito da sindrome da rosolia congenita i cui danni più gravi si presentano se la malattia viene contratta durante le prime 12 settimane di gestazione3. Le conseguenze della sindrome da rosolia congenita possono essere morte intra-uterina, aborto spontaneo o lo sviluppo di gravi malformazioni e difetti congeniti. È stato osservato che il 62% dei bambini colpiti da rosolia durante la gravidanza sviluppa anomalie congenite, come sordità (nel 47% dei casi), difetti alla vista (42%), lesioni cardiache (42%) e microcefalia (14%)4.
A oggi non esiste una terapia contro la rosolia, ma è possibile attuare una strategia di prevenzione attraverso la vaccinazione. Il Rubeotest è un esame del sangue che tutte le donne desiderose di una gravidanza dovrebbero effettuare prima del concepimento. Grazie a questo esame la mamma può sapere se è immune o meno al virus. Il Rubeotest viene effettuato periodicamente durante la gravidanza alle donne che non hanno anticorpi contro il Rubivirus, quindi non hanno ancora contratto la rosolia. 
Il ginecologo saprà consigliare la gestante su quale percorso di screening prenatale intraprendere e quali esami effettuare. Per informazioni sullo screening prenatale non invasivo: www.testprenataleaurora.it  
Fonti:
1.  The New Harvard Guide to Women's Health - Di Karen J. Carlson,Stephanie A. Eisenstat,Terra Diane
Ziporyn  
2.  epicentro.iss.it
3.  CDC – Centers for Disease Control and Prevention
4.  Encyclopedia of Thoracic Surgery / Handbuch Der Thoraxchirurgie: Band / Volume 2: Spezieller Teil 1 /
Special, Parte 1 - Ernst Derra, Springer Science & Business Media, 06 dic 2012
 

Articolo a cura dell’Ufficio stampa Sorgente Genetica

lunedì 16 gennaio 2017

Influenza: 3 milioni di italiani a letto,boom visite mediche

Con algoritmo possibile prevedere andamento influenza © ANSA

Da inizio stagione. Triplicate consultazioni medici di famiglia

"Dall'inizio della stagione influenzale è ormai di oltre tre milioni il numero di italiani costretti a letto dall'influenza". Un numero raggiunto con grande anticipo rispetto allo scorso anno, quando era stato toccato a marzo. A spiegarlo dall'ANSA è Antonino Bella, responsabile del bollettino di sorveglianza epidemiologica delle sindromi influenzali Influnet, coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità (Iss). Un super lavoro per gli studi dei medici di famiglia, presso cui sono triplicate le consultazioni e le visite a domicilio. Più aggressiva degli anni passati, l'influenza "viaggia verso il picco dei contagi, che potrebbe arrivare - spiega Bella - già per la prossima settimana".ß Presso gli studi dei medici di famiglia, spiega Claudio Cricelli, presidente della Società italiana di Medicina Generale (Simg) "c'è stato un afflusso straordinario in breve periodo di tempo, iniziato durante le vacanze natalizie, con impatto forte sulla medicina generale". Di fatto, precisa il responsabile del bollettino di Influnet, "in circa 2 mesi e mezzo 48mila medici si sono fatti carico di 5 o 6 milioni di persone affette da influenza o sindromi similinfluenzali e di relative complicanze meno gravi. In alcuni casi facendo anche 10 visite domiciliari al giorno, ovvero molto più della media, che in genere sono circa 3. In pratica si sono triplicate. E anche le consultazioni ambulatoriali sono più che triplicate a causa dell'influenza". 

FONTE: ansa.it

mercoledì 11 gennaio 2017

Troppi zuccheri accorciano la vita, 'frenano' gene longevità

Troppi zuccheri accorciano la vita, 'frenano' gene longevità © ANSA



Studio su moscerini, più veloce il processo di invecchiamento

Una dieta ricca di zuccheri accorcia la vita, 'resettando' geni chiave per la longevità. Gli effetti dannosi di questa dieta persistono anche se a un certo punto essa viene abbandonata per passare a un'alimentazione sana.
    E' quanto emerso da uno studio condotto su moscerini della frutta i cui risultati saranno pubblicati questa settimana sulla rivista Cell Reports (Adam J. Dobson, Marina Ezcurra, Charlotte E. Flanagan, Adam C. Summerfield, Matthew D. W. Piper, David Gems and Nazif Alic, 'Nutritional programming of lifespan by FOXO inhibition on sugar-rich diets'). La ricerca si deve a un team internazionale di ricercatori coordinato da scienziati della University College di Londra.

Anche se condotto su moscerini, spiegano i ricercatori, lo studio ha ricadute potenzialmente importanti anche per gli esseri umani perché il ''gene della longevità'' coinvolto è presente e attivo anche negli uomini.
    I moscerini della frutta vivono in media 90 giorni; i ricercatori hanno confrontato due gruppi di moscerini, a uno per le prime tre settimane di vita hanno dato un'alimentazione ricca di zuccheri, per poi passare a una dieta sana (contenente il 5% di zuccheri). L'altro è stato invece alimentato con una dieta sana sin dall'inizio. Si è visto che i moscerini che hanno mangiato troppi zuccheri per le prime tre settimane (equivalenti a molti anni di vita umana), invecchiano e muoiono prima, vivendo in media il 7% in meno degli altri moscerini.
    A livello molecolare gli esperti hanno scoperto che la dieta ricca di zuccheri riprogramma geni importanti per l'aspettativa di vita, riducendo in particolare l'attività di un gene chiamato FOXO e coinvolto anche nella longevità umana.
    Significa che l'abitudine di mangiare troppi zuccheri, quando persiste per molti anni di seguito, potrebbe lasciare il segno a lungo termine sulla nostra salute, accelerando i processi di invecchiamento.

FONTE: ansa.it

giovedì 5 gennaio 2017

Meningite, nessuna emergenza o carenza vaccini

Riunione tecnica al Ministero della Salutee per monitorare situazione

Nessun problema di approvvigionamento vaccini e nessuna emergenza sanitaria: e' quanto e' emerso nella riunione al Ministero della Salute a livello tecnico, convocata dal Direttore generale della Prevenzione sanitaria, per monitorare la situazione della meningite. Nella riunione e' stata, infine, ricordata l'importanza di seguire il calendario vaccinale e di consultarsi con il proprio medico in merito all'opportunità e alle tempistiche delle vaccinazioni.

Alla riunione hanno partecipato referenti del Ministero, dell'Istituto Superiore di Sanità, dell'Agenzia Italiana del Farmaco, del Comando dei Nas, di Farmindustria e della Regione Toscana. Nel corso della riunione sono stati nuovamente analizzati i dati dei casi di meningite verificatisi fino ad oggi nel Paese ed è stato ribadito che, si legge in una nota del ministero, ''non esiste alcuna evidenza di emergenza di sanità pubblica relativa alla meningite a livello nazionale''. Per quello che riguarda la Regione Toscana, dove da alcuni anni esiste un numero più elevato di episodi di Meningococco C rispetto alle attese, ''si è valutato l'andamento della casistica e concordato di proseguire con la collaborazione in atto''.

 FONTE: ansa.it